Chi è Rocco Commisso, dal pallone di stracci e mutande a Reggio Calabria all’impero di Mediacom negli USA: lo juventino sfegatato che adesso vuole il Milan [DETTAGLI]

Rocco Commisso, 68 anni, nato a Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria), è in procinto di acquistare il Milan: ha vissuto sulle rive del mar Jonio fino all’età di 12 anni, quando si è trasferito negli Stati Uniti d’America dove ha fondato un impero partendo dall’autorimessa di casa grazie a Mediacom, colosso della TV via cavo in Nord America. L’ha costruita da solo, da zero: oggi vanta 4.600 dipendenti in 22 Stati USA, con un fatturato annuo di oltre un miliardo e mezzo di euro e un patrimonio personale stimato in 4,5 miliardi di dollari.

Commisso si è sempre detto orgogliosamente reggino, e ricorda con emozione quando durante la sua infanzia in Calabria ha imparato a giocare a calcio e a suonare la fisarmonica: “ero sempre con il pallone tra i piedi nelle spiagge del mio paese, la palla era fatta di stracci e vecchie mutande. Non ho mai avuto un regalo ma mia mamma Rosina non mi ha mai fatto sentire povero e grazie alla musica ho avuto accesso a un buon liceo nel Bronx non appena arrivato negli USA. Grazie al calcio, invece, mi sono potuto permettere di studiare alla Columbia University. Ero un centrocampista, poi sono diventato stopper, neanche così bravo ma all’epoca non c’era la concorrenza di oggi. Senza il calcio non mi sarei potuto permettere l’accesso ad un’Università così prestigiosa“, dove poi s’è laureato in ingegneria industriale e ha conseguito un master in economia. E’ stato anche capitano della squadra di calcio della Columbia University, che poi gli ha addirittura intitolato lo stadio.

Negli USA ha acquistato il brand calcistico più celebre, quello dei Cosmos: “era arrivato il momento di dare qualcosa in cambio al pallone. Sono cresciuto qui negli Usa guardando giocare i Cosmos. Perché sono italiano, Chinaglia era il mio idolo, ma l’uomo che fece la differenza fu ovviamente Pelé“.

Uomo pragmatico e brillante, si fa chiamare da tutti “Rocco”. E a chi lo chiama “mister” o “ingegnere” risponde “Rocco, please. Perchè quelli sono titoli e non contano niente“. Era il 1962 quando è partito da Marina di Gioiosa Jonica per gli Stati Uniti d’America insieme alla mamma e alle due sorelle, per raggiungere il papà Giuseppe, un falegname ex prigioniero di guerra in Africa.

Ma Commisso non ha mai fatto mistero della sua sfrenata passione per la Juventus: “sono un juventino inossidabile, ho amato Sivori, Boniperti, Charles e Stacchini e da allora i bianconeri sono la mia fede. Anzi, faccio della lealtà il mio mantra in azienda. Non sapete quanto abbia ammirato Buffon e Del Piero per la decisione di non abbandonare la squadra e seguirla in B“. In una recente intervista ha anche svelato che proprio per il suo tifo per la Juventus nel 2010 decise di non entrare nella cordata americana che poi avrebbe acquistato la Roma. “Il mio sogno è un investimento significativo nella Juventus“, ha ribadito.

Evidentemente, però, in questi 8 anni qualcosa è cambiato e adesso non sembra farsi tutti questi problemi pur di rilevare il Milan e riportarlo sul tetto del mondo calcistico. Non subito, ma con la solita oculatezza tipica degli imprenditori americani che sono già sbarcati nel grande calcio europeo e oggi, oltre alla Roma, hanno anche le proprietà di Liverpool, Manchester United e Marsiglia.