Roma, sembra un déjà-vu: Fonseca scelta importante, ma occhio a non ripetere lo stesso errore…

La Roma ha ufficializzato Paulo Fonseca come nuovo allenatore. Il tecnico portoghese ha firmato per due anni con opzione per il terzo. Andiamo a conoscerlo meglio e a capire i motivi dietro questa scelta

Paulo Fonseca è il nuovo allenatore della Roma. L’ex tecnico dello Shakhtar Donetsk ha firmato un biennale con opzione per il terzo anno. I giallo-rossi avevano seguito tanti profili ma alla fine la scelta è ricaduta sul portoghese.

Come si è arrivati alla scelta di Fonseca?

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Contatti, anche piuttosto intensi, c’erano stati con Sinisa Mihajlovic, che alla fine si è tirato da parte, viste le reazioni del popolo romanista, inveito contro il possibile arrivo del serbo (simbolo della Lazio) sulla panchina giallo-rossa. Intendiamoci, Fonseca non è una seconda scelta. Anzi. Il profilo dell’allenatore portoghese è perfetto per cercare di dare una continuità alle scelte fatte negli ultimi anni dal club. La Roma ha delineato una strategia ben precisa, affidandosi ad allenatori che prediligono un gioco prettamente offensivo: i vari Luis Enrique, Zdenek Zeman, Rudi Garcia e Eusebio Di Francesco sono sostenitori di un calcio veloce, tecnico, basato su esterni rapidi. Le uniche eccezioni a questa regola sono state negli ultimi otto anni Luciano Spalletti e Claudio Ranieri, due ritorni. Il primo non è mai stato un allenatore dal gioco spumeggiante in carriera ma ha badato al sodo, ad ottenere il risultato; il secondo è un manager completamente diverso: arricchito dalle esperienze internazionali ha provato a salvare il salvabile. Spalletti e Ranieri sono accomunati dal fatto che sono stati due subentranti: il tecnico di Certaldo ha preso il posto di Rudi Garcia a metà stagione 2015-2016, l’allenatore di Testaccio ha preso il posto di Di Francesco dopo l’eliminazione di quest’anno in Champions League per mano del Porto. Entrambi hanno fatto il massimo con quello che avevano a disposizione: un terzo e un secondo posto per Spalletti, un sesto posto per Ranieri.

Gli errori della società nelle precedenti gestioni

Ciò che va rimarcato è la volontà della Roma di iniziare un progetto con un allenatore per poi interromperlo bruscamente in corsa. E’ accaduto tre volte nelle ultime otto stagioni. La Roma spesso ha guardato all’estero per la guida tecnica: Fonseca sarà il terzo straniero in 8 anni (quarto se si conta Zeman che però è ormai un italiano d’adozione). In totale nella sua storia la Roma ha avuto 24 allenatori stranieri: il primo fu l’inglese William Garbutt a cui seguirono svedesi (Liedholm, Eriksson), ungheresi, argentini. I risultati ottenuti sono stati altalenanti: un deludente settimo posto per Luis Enrique, due ottimi secondi posti per Rudi Garcia (prima dell’esonero).

Gli ultimi allenatori portoghesi in Serie A

Gli allenatori lusitani in Serie A hanno dimostrato di adattarsi velocemente: Mourinho ha vinto tutto con l’Inter, Paulo Sousa ha fatto un’ottima prima stagione alla Fiorentina, una seconda meno buona, ma ha comunque portato delle idee e un bel gioco. Il bel gioco è quello che accomuna un po’ tutti gli allenatori della penisola iberica. Anche Luis Enrique, (spagnolo) tornando agli ex allenatori della Roma, ha portato un bel calcio a Roma anche se a tratti.

Ma chi è Paulo Fonseca?

In tanti conosceranno già il nuovo allenatore della Roma, avendolo seguito in Champions League, ma sicuramente qualcuno non sarà ben informato. Paulo Fonseca non è prettamente un portoghese ma è nato in Mozambico il 5 marzo del 1973. Ha vissuto una discreta carriera da difensore, accumulando oltre 100 presenze nella Primeira Liga portoghese. Molto meglio la carriera da allenatore, iniziata nel 2005. Dopo aver allenato nelle serie minori, ha la sua prima chance nel massimo campionato sulla panchina del Pacos Ferreira. Con il piccolo club giallo-verde ottiene uno storico terzo posto e un’ancor più storica qualificazione ai preliminari di Champions League. Questi risultati gli valgono l’attenzione del Porto che lo mette sotto contratto. Con i Dragões vince una Supercoppa di Portogallo ma viene esonerato a marzo del 2014. Riparte dal Pacos con cui ottiene un buonissimo ottavo posto, prima di passare al Braga. Con i bianco-rossi vince la Coppa del Portogallo e termina al quarto posto, mentre in Europa League viene eliminato dallo Shakhtar Donetsk ai quarti. Proprio il club ucraino lo ingaggia a giugno nel 2016. Al primo anno vince campionato e coppa nazionale. In totale con lo Shakhtar, conquista tre scudetti consecutivi, 3 Coppe d’Ucraina e una Supercoppa nazionale. Ottima l’esperienza in Ucraina, come ottimo è il ricordo che Fonseca porterà per sempre nel suo cuore.

Come giocano le squadre di Fonseca?

gioco Fonseca
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Fonseca non è un integralista. Ha dimostrato di variare spesso sistema di gioca, anche se di base utilizza il 4-2-3-1, modulo caro alla Roma dell’ultima stagione. Rispetto ai tecnici precedenti, Fonseca sfrutta molto di più il possesso palla, che inizia dalla difesa. Le verticalizzazioni sono un’altra delle sue prerogative. La continua ricerca degli spazi, spesso creati dal centravanti, che la Roma dovrà trovare. Ruolo fondamentale sarà quello dei terzini che devono diventare quasi delle ali in fase di possesso. Il suo calcio ha dimostrato di avere qualche lacuna in fase di non possesso, con i centrali che si sono fatti trovare spesso impreparati, facendo subire qualche gol di troppo alle sue squadre. Sulle palle inattive, uno dei marchi di fabbrica è la difesa a zona, tattica che non sempre ha pagato nelle sue precedenti esperienze, visti i tanti gol subiti sugli sviluppi di calci d’angolo e punizioni. Allenatore molto apprezzato a livello internazionale, elogiato anche dal connazionale Mourinho, Fonseca è in grado di gestire bene anche lo spogliatoio.

Le aspettative e gli obiettivi della nuova Roma

Ora toccherà a Paulo Fonseca. Con quali aspettative? Cosa ha chiesto la Roma al tecnico portoghese? Non ci è dato saperlo, ma sicuramente l’obiettivo minimo dei giallo-rossi per la prossima stagione è il quarto posto che significherebbe Champions League, traguardo mancato quest’anno e cercare di arrivare in fondo in Europa League. La rosa che sarà allestita per raggiungere gli obiettivi deve essere all’altezza e la dirigenza è già al lavoro per regalare a Fonseca i primi colpi.

Cosa aspettarsi dal nuovo ciclo

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L’errore che la società deve evitare di commettere è non dare fiducia al neo-allenatore. In passato la Roma ha dimostrato di non saper aspettare, di volere tutto e subito. Ripartire da una nuova guida tecnica, da un nuovo progetto, da una nuova idea di calcio richiede tempo. Alle prime difficoltà, che sicuramente ci saranno, la società dovrà stringersi attorno all’allenatore e non additarlo come il colpevole, rischiando di mandare la squadra allo sbaraglio. Il progetto Fonseca, come già detto, ha bisogno di tempo. I primi mesi del portoghese saranno di ambientamento, di adattamento al nuovo calcio. Quello che si chiede a Fonseca è di non snaturare la sua filosofia di gioco incentrata sugli esterni veloci e sulla rapidità in genere, ma di unire al gioco il risultato. Risultati che potranno arrivare, sempre che gli sia dato tempo…