La Roma non può contare sulle prestazioni di Francesco Totti, il calciatore è fermo ai box per infortunio. In un’intervista per inaugurare il nuovo sito ufficiale del club, Totti si racconta sulle pagine di www.asroma.com: “non me lo sarei mai immaginato di fare il centravanti in carriera, non pensavo di avere le caratteristiche adatte. Fortunatamente, pero’, e’ andata piu’ che bene. Con Spalletti ero libero di muovermi ed e’ stato il ruolo in cui mi sono trovato meglio in carriera. Molti dicono che e’ semplice calciare i rigori, ma quando stai li’ davanti non e’ cosi’, non e’ per niente facile. La porta diventa davvero piu’ piccola”.
Sul cucchiaio. “l’importante e’ che entri la palla. Il gesto tecnico ovviamente e’ diverso, piu’ difficile, piu’ bello. E’ una cosa istintiva. Una cosa che faccio anche in partita, in mezzo al campo. In allenamento mi capita di fare uno scavino, cosi’, solo per fare un passaggio. Mi viene spontaneo, non ci sto a pensare, non e’ per innervosire l’avversario. L’esultanza preferita? “il dito in bocca. Ormai e’ un mio tratto distintivo, non posso piu’ cambiarlo”. Difficile scegliere il difensore piu’ ostico: “ce ne sono alcuni stile mastini, stanno li’ dietro e ti riempiono di botte tutto il tempo. Un esempio? Dire Vanigli sembrerebbe scontato, solo perche’ mi sono infortunato seriamente dopo il suo intervento”.
“Pero’ fu un martello: per i primi sei minuti venne solo da me. Ed era nella stessa settimana in cui avevo fatto vedere le caviglie massacrate in un servizio televisivo. Fece piu’ di tanti altri difensori che in carriera ho incontrato. Montero, per esempio, era uno che in un suo momento di pazzia poteva farti l’entrata eclatante, ma durante la partita era piu’ leggero. Per Tudor, Materazzi e Cannavaro vale lo stesso discorso: erano piu’ tranquilli durante il match, ma la zampata te la davano al momento giusto”. La migliore partita giocata è stata un “Roma-Juve 4-0, con Cassano azzeccammo quasi ogni passaggio. Ma ce n’e’ un’altra in cui mi riusci’ tutto, Roma-Empoli, sul neutro di Palermo. Due gol, uno di testa e uno in pallonetto, di interno, a superare il portiere. Giocai davvero bene”. Nessun rimpianto per la sua carriera anche se “il mio stile di gioco e’ molto simile a quello spagnolo: piu’ tecnico che fisico, se paragonato alla Premier e alla Serie A. Rispetto all’Inghilterra, la Spagna pende piu’ verso il calcio giocato: c’e’ piu’ divertimento. Te lo dimostrano anche quando ci vai da avversario: se fai un bel gioco o un bel gesto tecnico ti battono le mani”.