Roma, Keita suona la carica in vista del Real Madrid: che ricordi contro i ‘Blancos’!

La Roma sembra aver beneficiato della cura Spalletti: i giallorossi sono reduci da quattro vittorie consecutive e per la sfida contro il Real Madrid c'è grande ottimismo, come conferma anche Keita

La maggior parte della sua carriera l’ha trascorsa nelle file del Barcellona, per questo le sfide con il Real Madrid sono state tante e sempre emozionanti. Per Keita, quindi, la gara di mercoledì contro i ‘Blancos’ avrà un sapore speciale: “A Barcellona la sfida con il Real è come il derby qui, io l’ho affrontato anche col Valencia e col Siviglia, è una sfida speciale, ho dei bei ricordi”.

Il centrocampista della Roma spiega poi che il Real Madrid non è imbattibile: “Come affrontarli – dice il maliano alla radio del club prima dell’allenamento – lo deciderà Spalletti, io credo che ci voglia fiducia. Dobbiamo crederci e scendere in campo convinti, la partita è difficile ma non impossibile”.

Secondo Keita la parola chiave è fiducia, quella che servirà anche in campionato per ottenere il terzo posto: “Siamo in un buon momento, sia per noi che per i tifosi. Quando si cambia allenatore si cambia mentalità, perché evidentemente prima le cose non andavano bene. La testa e la fiducia sono cambiate, quattro vittorie consecutive in campionato sono importanti, stiamo migliorando, ci sono altre cose da sistemare, ma siamo sulla strada giusta. E se continuiamo così possiamo fare molto bene fino al termine della stagione”.

Il maliano rivela poi che quando smetterà, il suo obiettivo è quello di rimanere nel calcio: “per aiutare i giovani. La carriera di un atleta è breve, tranne casi come Totti, e quindi mi piacerebbe dare una mano agli uomini, perché è l’uomo la cosa più importante. Cosa farò dopo? L’allenatore no, mi piacerebbe aiutare gli altri per dare alle persone le stesse possibilità che ho avuto io”.

Infine Keita chiarisce il proprio rapporto con i tifosi dopo che nei giorni scorsi si è discusso per alcune sue dichiarazioni (“non è facile giocare quando si è fischiati”): “Io rispetto molto i tifosi, non ho mai avuto problemi nella mia carriera, per me il rispetto è fondamentale. Quando dico una cosa rifletto sempre, e per questo non mi piace ripetermi, ma ho esperienza e so che quando le cose vanno male è colpa dei calciatori e quindi i tifosi fanno bene a fischiare, ma non aiuta. Loro pagano per venire allo stadio e possono farlo, noi siamo pagati per giocare, ci vogliono rispetto e umiltà sempre”.