Le tre società di serie A della Regione Lazio hanno firmato un protocollo di intesa col Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Jacopo Marzetti, che dà il via alla campagna “No bulli“. Roma, Lazio e Frosinone scendono in campo nella lotta al bullismo e al cyberbullismo. La convenzione promuove iniziative finalizzate alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni e alla tutela della crescita educativa, sociale e psicologica dei minori. L’iniziativa coinvolgerà le bambine e i bambini delle scuole calcio delle tre società, come ha spiegato il vicepresidente del Consiglio regionale e promotore dell’iniziativa, Pino Cangemi: “Giocheranno le partite della stagione 2018/19 con ‘No bulli’ sulla spalla delle maglie di gioco, facendosi portavoce di un messaggio di rispetto e amicizia da trasmettere agli altri atleti che incontreranno sul campo. L’obiettivo è condividere questi progetti per fare sì che le società siano a fianco delle istituzioni nella lotta al contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Questo è il punto di partenza di un progetto che condivideremo per il resto di questa stagione e la prossima“. Marzetti ha sottolineato, rivolgendosi ai calciatori, che “voi siete un esempio sul campo e nell’essere qui presenti per tutti i ragazzi di questa regione e d’Italia. Un piccolo gesto da parte vostra è grandissimo per loro; e il messaggio che riuscite a dare è ancora più importante. Il bullismo è una piaga della nostra società, dobbiamo contrastarlo con tutte le nostre forze e per questo è importante essere uniti“. La società Micromegas comunicazione ha ideato lo spot ‘No bulli’, a cui hanno partecipato diversi giocatori e dirigenti di Roma, Lazio e Frosinone tra i quali il presidente della Lazio, Claudio Lotito, l’attaccante biancoceleste Ciro Immobile, il vicepresidente della Roma, Mauro Baldissoni, il terzino giallorosso Alessandro Florenzi, il dirigente del Frosinone, Salvatore Gualtieri, e l’attaccante gialloblù Daniel Ciofani. Il presidente biancoceleste ricorda: “Abbiamo messo in campo da diverso tempo azioni per cercare di educare sia i ragazzi che gli stessi genitori, mettendo a disposizione uno psicologo. Se andate nei campi calcio del settore giovanile vedete che i genitori sono i più sfrenati, coloro che aizzano: cose che non devono accadere. Quindi abbiamo aderito con grande entusiasmo a questa iniziativa perché dà voce a un’azione che abbiamo messo in campo già da tempo, perché i giocatori devono essere campioni nella vita, dando l’esempio anche fuori dal campo“. Così il dirigente della Roma, Baldissoni: “Lo sport è il mezzo per fare notare che i nostri valori sono l’opposto di quello che contrastiamo: il bullismo di fondo vuol dire vigliaccheria. Il più forte fisicamente che se la prende col più debole“. La campagna ‘No bulli’ proseguirà con altre iniziative, tra cui un mini torneo, che sarà programmato al termine delle attività della scuola calcio, e giornate di formazione e informazione da svolgere presso gli impianti sportivi delle singole società.
Lazio, Roma e Frosinone in campo contro il bullismo