Il greco Kostas Manolas è già appieno nella mentalità italiana. Arrivato alla Roma al posto di Benatia era conteso dagli acerrimi rivali della Juventus. Intervistato dal quotidiano ‘Il Tempo’ il difensore non si risparmia e il suo primo pensiero è il linea con quello del suo tecnico Garcia: “Il nostro traguardo è lo scudetto. Ce lo siamo messi in testa dall’inizio e ora ci crediamo ancora di più. Siamo consapevoli di essere una grande squadra a cui non manca davvero nulla per vincere”.
Manolas è fermo ai box per squalifica, ma una domanda, d’obbligo, gli viene fatta sugli episodi della scorsa giornata di campionato, gli stessi che hanno scatenato polemiche e che ancora oggi, dopo 15 giorni, fanno parlare i più: “È stato soltanto un momento amaro, per me è durato un attimo. Mi dispiace solo di non aver vinto. Tutto il resto, il fallo di Morata, l’arbitro e le polemiche non mi interessano. Il campionato italiano l’ho sempre seguito e sapevo perfettamente cos’è successo, anche in passato. Ormai è andata e non si può fare più nulla. A che serve parlarne ancora? È solo il passato. Li aspettiamo all’Olimpico nella gara di ritorno per la rivincita che ci spetta di diritto. Non vedo l’ora. Dal giorno dopo abbiamo ricominciato a lavorare come prima. Con il Chievo i miei compagni sono andati alla grande, adesso pensiamo al Bayern.”
Proprio riguardo alla Champions League le aspettative in casa giallorossa sono enormi: “Non ci poniamo limiti, vogliamo arrivare il più lontano possibile. Siamo in grado anche di vincere il girone, perché no? Le partite critiche per noi saranno quella di domani, il ritorno a Monaco e l’ultima in casa con il Manchester City. Se riusciamo a giocare da Roma, come abbiamo fatto sempre finora, possiamo chiudere in testa la prima fase. Io ci credo”.