“Vorrei che la morte di Ciro Esposito fosse solo un pesce d’aprile ma purtroppo non è così”. Lo dice il cantante napoletano Gigi D’Alessio intervenendo alla presentazione del libro ‘Ciro Vive’ scritto da Antonella Leardi madre dello sfortunato tifoso morto in occasione della finale di Coppa Italia del 2014 fra Napoli e Fiorentina. “Devo dire che Antonella ha fatto fare una grande figura a tutti noi napoletani – aggiunge – Per molti siamo tutti delinquenti invece non è così. E’ una mamma che vive in un quartiere dove c’è sofferenza e solo chi soffre sa cosa è il bene. Il modo in cui si è comportata non si può descrivere”.
D’Alessio racconta di aver seguito la vicenda fin dai primissimi minuti. “Perché se il Napoli avesse vinto avrei dovuto cantare allo stadio quella sera. Ero all’Olimpico ed arrivavano le notizie. Non solo non me la sono sentita ma non ho neanche visto la gara e me ne sono tornato a casa”. Secondo l’artista: “Ciro ha dato la sua vita per fare in modo che la tifoseria possa cambiare, per fare in modo che quello che arriverà domani sia diverso”. “Il calcio– conclude – ci deve dividere solo per 90 minuti ma resta uno spettacolo e bisogna portare i figli allo stadio come i nostri genitori hanno fatto con noi”.