Antonio Padellaro, editorialista de Il Fatto Quotidiano, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. Sulle dimissioni di Francesco Totti. “Evito come la peste il discorso su chi ha ragione e chi torto –ha affermato Padellaro-. Faccio solo un’osservazione che riguarda il business. La gestione di Pallotta non è di pizza e fichi, ma di un gruppo finanziario tra i più importanti a livello internazionale e quindi stiamo parlando di personaggi che nel mondo degli affari hanno saputo fare bene il proprio mestiere, nessuno contesta la loro capacità di fare affari. Ma come si fa a prendere un simbolo universale come Totti, una ricchezza della società, e a trattarlo in questo modo? Non voglio dare consigli a nessuno, ma per quale motivo il presidente della Roma non ha preso il telefono chiamando Totti e dicendogli: Tu devi stare con noi perché sei importante? Totti è un uomo trasparente, autentico, è una persona per bene. Io penso che una telefonata di Pallotta a Totti avrebbe risolto il problema. Gli avrebbe potuto ripetere le cose che ha scritto in quel lungo comunicato che sembrava Guerra e pace. In quel modo avrebbe potuto colpire il cuore di Totti e convincerlo ad andare avanti. In questo modo Pallotta avrebbe potuto dire: io ce l’ho messa tutta e Totti avrebbe avuto un motivo in più per restare”.
Roma, Padellaro (Il Fatto Quotidiano): “come si fa a trattare in questo modo un simbolo universale come Totti?”
Continua a fare discutere l'addio di Francesco Totti alla Roma, le dichiarazioni di Padellaro (Il Fatto Quotidiano)