La gara di ieri tra Roma e Sampdoria è stata davvero da cinema. Un primo tempo totalmente a favore della squadra ospite, dominante in tutto e per tutto. Poi la lunga sosta durante l’intervallo a causa della pioggia caduta su Roma, l’attesa e poi il nuovo inizio. Da quel momento in poi è stata solo Roma, con i doriani a fare quasi da spettatori nella ripresa. Il finale è ormai noto, con il rigore molto dubbio assegnato ai giallorossi per atterramento di Dzeko, il quale onestamente sembra andar giù troppo, ma troppo facilmente. Ma da qui a parlare di sudditanza psicologica, ne passa…
Infatti ciò che vogliamo sottolineare oggi è la protesta di Ricky Alvarez (espulso a fine gara) nei confronti dell’arbitro Giacomelli. Nulla di veemente, niente di eccessivamente scomposto, ma ciò che l’argentino ha detto all’arbitro è molto significativo: “se fosse successo a parti invertite non lo avresti mai dato il rigore!” Ci risiamo, nonostante scandali, cupole e polemiche passate, dentro la testa dei calciatori è insito il pensiero che le cosiddette big, in un modo o nell’altro, vengono aiutate dagli arbitri. Alla Roma sì ed alla Sampdoria no, è questo il concetto che ha brevemente voluto esporre Alvarez, una vera e propria sconfitta per il calcio. Il rigore a nostro parere non era da assegnare, ma vogliamo sempre credere nella buona fede degli arbitri. Non farlo sarebbe come pensare che il gioco più bello del mondo sia tutto una farsa, e che la cosiddetta “sudditanza psicologica” faccia parte della nostra Serie A…