Roma, Totti-Dotto: è polemica: il capitano giallorosso minaccia querele

TOTTI-DOTTO: Il capitano della Roma Francesco Totti alza la voce. Al calciatore della Roma non è andato giù un articolo di Giancarlo Dotto apparso sulle pagine de ‘Il Tempo’, in particolare questa frase ha fatto discutere: “se Totti farà l’allenatore finirà di uccidere la Roma”. Francesco Totti attraverso l’Ansa ha dichiarato di aver dato “mandato agli avvocati Francesca Coppi e Filippo Gauttieri di valutare la rilevanza diffamatoria dell’articolo pubblicato sul quotidiano Il Tempo il 9 ottobre scorso”. Secondo il capitano giallorosso il contenuto è “gravemente lesivo della propria immagine personale e professionale, nonché idoneo a destabilizzare il proprio rapporto con i compagni di squadra, con l’allenatore e con gli organi societari, arrecando altresì gratuitamente danno alla propria reputazione personale e sportiva nei confronti dei tifosi della squadra”.

Totti (Foto LaPresse/Alfredo Falcone)
Totti (Foto LaPresse/Alfredo Falcone)

TOTTI-DOTTO, LA REPLICA DEL QUOTIDIANO ROMANO – “Apprendiamo con stupore dall’agenzia Ansa della decisione di Francesco Totti di rivolgersi ai suoi avvocati per valutare la “rilevanza diffamatoria” dell’intervista di Alessandro Austini al collega Giancarlo Dotto pubblicata su Il Tempo il 9 ottobre scorso. Riteniamo però che ogni importante personaggio pubblico possa essere oggetto di critiche anche forti, e che Dotto da profondo conoscitore del mondo del calcio quale è si sia limitato a esprimere legittimamente le proprie idee come sancito dalla Costituzione sul capitano della Roma e sul suo futuro (probabile) da allenatore. In conclusione l’intervista da noi pubblicata non può ritenersi lesiva della reputazione di Francesco Totti, delle cui qualità sportive e morali nessuno – a cominciare da Dotto – ha mai dubitato”.

LaPresse/Alfredo Falcone
LaPresse/Alfredo Falcone

Poi le parole di Giancarlo Dotto sempre all’Ansa: “centinaia di articoli e commenti pubblici in questi ultimi anni testimoniano in modo inequivocabile la mia posizione su Francesco Totti: 1) trattasi del più grande calciatore italiano di ogni tempo; 2) per quella che è la mia visione, non solo la mia evidentemente, un vero leader avrebbe fatto qualcosa per favorire l’anomalia evidente e unica al mondo di una città più tottista che romanista. Un caso d’idolatria vera e propria che non favorisce la crescita sportiva ed emotiva della squadra. In quanto al termine ‘uccidere’ usato dai titolisti, mi sembra del tutto evidente dover interpretare la scelta di questo termine nella chiave sportiva ed emotiva di cui sopra secondo le leggi freudiane del padre totem, peraltro evocate nella Gazzetta di oggi in un articolo sul tema. In breve: se il figlio non uccide il padre sarà il padre a uccidere il figlio. Detto questo, sono pronto a un confronto sereno con Totti sul tema dove e quando lui preferisce”.