E’ vero, oggi la consueta cronaca calcistica imporrebbe di parlare soprattutto degli impegni in Champions League di Juventus e Napoli. Se non fosse il compleanno del più forte calciatore che il calcio italiano ha avuto dal dopoguerra ad oggi. Ovviamente stiamo parlando del capitano della Roma Francesco Totti, che oggi festeggia i suoi 40 anni di vita. Nel giorno in cui le celebrazioni e gli attestati di stima arrivano da ogni parte del mondo, il ‘Pupone’ ha rilasciato un’intervista ai microfoni di ‘Sky Sport’: “Grazie di cuore a tutti. Sinceramente non mi aspettavo così tanti messaggi, da tutto il mondo dello sport, da tanti fenomeni dello sport, icone autentiche. Mi gratificano, grazie di cuore. Vuol dire che qualcosa di buono ho fatto. Ringrazio Messi, non so se riuscirò ad accontentarlo. L’ho conosciuto ed è davvero quel campione che si conosce: dentro e fuori dal campo. Alex Del Piero è stato soprattutto un compagno ed è un amico. Avevamo un obiettivo nel calcio, e lo abbiamo raggiunto. Questo è quello che conta”.
E sul segreto della sua longevità Totti risponde: “Non lo so. Ho sempre cercato di fare le cose bene, con serietà, con ottimismo, dando il massimo ogni giorno negli allenamenti, superando infortuni che mi hanno fermato anche per lungo tempo. Ci vuole entusiasmo, bisogna anche saper divertirsi, dividere il calcio e la vita privata, cinquanta e cinquanta, avere tanta passione e guardare sempre al futuro”. Ma il capitano giallorosso non nega di aver avuto anche dei momenti di crisi con la Roma: “I momenti difficili sì, gli infortuni, il dopo. Andare via dalla Roma? Ci sono andato vicino dopo lo scudetto con Capello, nel 2002-2003. Avevo bisticciato col presidente, c’erano cose che non andavano e il Real Madrid era lì, a un passo, ci sono andato molto vicino. Non sarei mai andato in un’altra squadra italiana, ma a Madrid sì. Poi gli amici, la famiglia, mi hanno consigliato bene, mi hanno consigliato di restare e meno male che ho dato retta a loro. Sono felice di aver scelto di restare. Non ho mai fatto cacciare un allenatore – ha detto Totti in conclusione -, non ho mai imposto un allenatore. Ho sempre remato nella direzione della società. Ho molti amici, fra i miei ex compagni ho un rapporto molto stretto con Vincent Candela, gli avversari li ho sempre rispettati, tutti: Qualcuno mi è simpatico, qualcun altro no, ma non conta. Conta il rispetto”.