Lo era già al momento del suo sbarco in Italia, ma adesso Cristiano Ronaldo si sta conquistando anche a suon di gol il ruolo di uomo copertina della Juventus. Il portoghese, in un’intervista rilasciata a France Football, si è espresso sul Pallone d’Oro: “So già, nel mio cuore, che sono uno dei migliori giocatori della storia. Certo che vorrei vincere questo sesto Pallone d’Oro, io lavoro per quello. Mentre lavoro per segnare gol e vincere partite non ho un’ossessione. Il Pallone d’Oro, sì, penso di meritarmelo quest’anno“. Sul presunto stupro: “Certo, questa storia sta interferendo nella mia vita. Ho una compagna, quattro figli, una madre anziana, sorelle, un fratello, una famiglia a cui sono molto legato. Per non parlare della mia reputazione, che è quella di una persona esemplare… Immagina cosa significa quando qualcuno ti accusa di stupro, che tu lo abbia fatto o meno. So chi sono e cosa ho fatto. La verità verrà fuori un giorno. E le persone che mi criticano o cercano di esporre la mia vita oggi lo vedranno. Ho spiegato tutto alla mia compagna. Mio figlio Cristiano Jr è troppo giovane per capire. È la cosa peggiore per mia madre e le mie sorelle. Sono sbalorditi e allo stesso tempo molto arrabbiati. Questa è la prima volta che li vedo in questo stato“.
Sull’addio al Real, dove iniziava a sentirsi uno dei tanti: “L’ho sentito nel club, specialmente dal presidente, che non mi consideravano più come facevano all’inizio. Nei primi quattro o cinque anni, ho avuto la sensazione di essere Cristiano Ronaldo. Il presidente mi guardava con occhi che non volevano dire la stessa cosa, come se non fossi più indispensabile per loro. Questo è quello che mi ha fatto pensare di partire. A volte guardavo le notizie, dove dicevano che stavo chiedendo di andarmene. C’era un po’ di verità ma la verità è che ho sempre avuto l’impressione che il presidente non mi avrebbe trattenuto. Se tutto riguardasse i soldi, mi sarei trasferito in Cina, dove avrei guadagnato cinque volte di più di qui o del Real. Non sono venuto alla Juve per i soldi. Avrei guadagnato lo stesso a Madrid, se non di più. La differenza è che alla Juve mi volevano davvero. Me l’hanno detto e me lo hanno chiarito. Me lo hanno dimostrato“. Su Perez: “Mi ha sempre guardato come un rapporto d’affari. Lo so. Quello che mi ha detto non è mai venuto dal cuore“. Infine sulla connessione del suo addio al Real con quello di Zidane: “La mia decisione di partire non era basata sulla sua partenza. Però è una di quelle piccole cose che mi hanno fatto sentire un po’ meglio riguardo a ciò che pensavo della situazione del Real Madrid“.