Giuseppe Rossi, vittima dell’ennesimo infortunio in carriera, si è raccontato in un lungo libro autobiografico, spiegando innanzitutto le differenze tra Serie A, Liga e Premier League, tutti campionati in cui ha militato: “In Inghilterra è così: pioggia, pioggia e odore di campo, e di gente che vuole vivere il gioco. In Spagna è una passione più giocosa, in Italia è un argomento che impegna le giornate e se non stai attento ti ruba l’anima. Il calcio in Italia non è così brutto, anzi, dal punto di vista tattico è forse il migliore, ci sono qualità e aspettative”.
Poi Pepito ha ricordato con piacere un suo gol al Real Madrid: “ho segnato un gol al Real Madrid superando Cannavaro, i miei genitori erano in tribuna fra i tifosi del Madrid e soprattutto Nilde esultava, e papà ha dovuto tirare per il braccio mamma, che stava esagerando un po’ con l’esultanza”.
Infine un accenno a Fiorentina-Juve della passata stagione, quando i viola sconfissero in rimonta i Campioni d’Italia con un roboante 4-2: “di fronte a noi c’era la Juve, i rivali di sempre, che la Fiorentina non batteva da tempo; c’era l’aspettativa di riuscire a farlo, perché la squadra stava andando molto bene. Di fronte a noi c’era la Juve, i rivali di sempre, che la Fiorentina non batteva da tempo; c’era l’aspettativa di riuscire a farlo, perché la squadra stava andando molto bene. Ero più stanco per l’emozione che per la partita appena giocata. Ho visto gente di quaranta o cinquant’anni che piangeva e l’emozione è stata incredibile. Venti ottobre 2013: difficile scordare quella data“.