Sacchi e la prossima stagione: il gioco come unica possibilità per diventare l’anti-Juve!

Arrigo Sacchi non ha dubbi. Nonostante secondo alcuni la cessione di Paul Pogba abbia di fatto attenuato l’effetto degli acquisti di Pjanic e Higuain, l’ex tecnico rossonero vede ancora nella Juventus la favorita assoluta per la conquista dello Scudetto 2016/17: “E’ difficile immaginare un epilogo diverso. La Juventus ha rinforzato la squadra e saccheggiato la concorrenza. Higuain e Pjanic non sono giocatori normali. Pogba? Un singolo non cambia la prospettiva. La società è avanti dieci anni rispetto alle concorrenti e Allegri è molto bravo sia tatticamente sia a gestire il gruppo”, sottolinea Sacchi in un’intervista al ‘Corriere della Sera’.

Quindi le speranze per la concorrenza sembrano davvero poche: “Solo la regina può perdere il suo trono. Però le altre devono farsi trovare pronte attraverso il gioco. Il gioco viene prima dei giocatori e aiuta a migliorarli. Un po’ come nel cinema: per fare un bel film la trama conta più degli attori. Giovannona Coscialunga non sarebbe diventato un cult neppure con Robert De Niro”.

Arrigo Sacchi non nasconde l’importanza della perdita di Higuain per il Napoli: “La squadra, facendo la somma dei valori tecnici, non ha speranze. Ma per fortuna il calcio non è aritmetica e Sarri è davvero molto bravo: alle capacità tattiche di chi studia e lavora sul campo, abbina la genialità. Tu guardi una partita del Napoli e capisci subito chi è l’allenatore. Questo vale anche per Spalletti. Squadre con uno stile ben identificabile come lo sono quelle di Guardiola“.

L’ex Ct azzurro, quindi, promuove anche il nuovo tecnico interista De Boer ma con qualche riserva: “Lo conosco bene e mi piace molto. È un cultore del gioco e con l’Ajax ha vinto senza grandi budget. Ma riuscirà a sfondare con giocatori non scelti da lui? L’Inter, in questo momento, mi pare un grande punto interrogativo”.

Gian Mattia D'Alberto / LaPresse
Gian Mattia D’Alberto / LaPresse

Bocciato senza appello invece il Milan: “È ancora più indietro. Non è chiara la proprietà cinese e la squadra deve prendere una sua fisionomia. È difficile per me esprimere giudizi, sono ancora confuso anche se l’ultimo Berlusconi, troppo distratto dalla politica, non era troppo vicino al primo. Una volta, quando allenavo il Milan, mi disse: per me il calcio è la cosa più importante dopo la mia famiglia”.

Il vero banco di prova per la Juventus, quindi, sarà la Champions League: “Sul mercato ha alzato il livello individuale, ora deve imparare a comandare il gioco: in Europa funziona così. Sono curioso di vedere Higuain. È stato fenomenale con il Napoli e mi chiedo se sentirà la mancanza di una squadra che lavorava per lui”. Ma adesso la parola passa al campo.