“Quando nel 2011 rilevai la Salernitana lo feci con l’obiettivo di avviare un progetto ambizioso e lungimirante, nella profonda convinzione di restituire ad una città come Salerno quanto perduto a causa degli errori commessi dalle precedenti gestioni. Oggi l’impegno profuso è stato premiato: le mie congratulazioni alla squadra, allo staff tecnico e a tutti coloro che hanno dato il meglio affinché ci potesse essere il salto di categoria in Serie B. Un risultato importante, che premia una piazza importante e chiude in un cassetto i tristi ricordi del passato, quando dopo una serie di inadempienze finanziarie il club venne dapprima radiato dal professionismo e poi messo in liquidazione fallimentare. Oggi si celebra l’apertura di una nuova era, si volta pagina definitivamente, godiamoci questa giornata straordinaria. Un ringraziamento particolare va ai tifosi e al pubblico che sicuramente accorrerà numerosissimo per presenziare all’ultima partita e festeggiare tutti insieme il meritato traguardo“. Con queste parole, Claudio Lotito commenta la straordinaria giornata di oggi, che ha visto la Salernitana tornare in Serie B, finalmente con la possibilità di vedere davanti a sé un futuro radioso. Per il patron, questo traguardo si aggiunge alla stagione strepitosa disputata dalla Lazio, altra squadra, com’è noto, di sua proprietà: i biancocelesti sono infatti secondi in campionato e contenderanno la Coppa Italia con la Juventus nella finale.
Una stagione, dunque, trionfale per Claudio Lotito, personaggio tra i più discussi nel nostro calcio. Contestato da chiunque, a partire dai tifosi della Lazio, le cui invettive contro il presidente che ha rilevato il club dopo il crack di Cragnotti solo adesso si stanno placando, per non parlare di altri appassionati che avevano subito gridato allo scandalo nel vederlo a stretto contatto con il presidente federale Carlo Tavecchio. Non è questo il tempo né delle apologie, né tanto meno delle accuse. Bisogna semplicemente riconoscere a Lotito, prescindendo dal giudicare le metodologie, la costante intenzione di perseguire obiettivi importanti, e la stagione calcistica 2014/2015 ha doppiamente confermato ciò.