Sampdoria, dal caso Eto’o-Olinga al crack Livingston: il punto dell’avvocato Di Cintio

In casa Sampdoria continua a far discutere il caso Eto'o-Olinga soprattutto per la poca chiarezza della situazione: l'avvocato Di Cintio ha provato a spiegare la vicenda parlando anche del crack Livingston

Appena qualche giorno fa Samuel Eto’o ha indetto una conferenza stampa per ribadire le proprie accuse alla Sampdoria per alcune inadempienze del club blucerchiato nei suoi confronti. L’attaccante camerunense, in particolare, contesta ai doriani non di aver mantenuto la promessa sul tesseramento di Olinga ma il club Ferrero ha rispedito al mittente le accuse affermando che non si era arrivati ad un accordo. Intervistato dai microfoni di “Calciomercato.com”, l’avvocato Di Cintio ha fatto il punto della situazione:

“Sarebbe interessante sapere che tipo di pattuizioni avevano preso le parti. Tutto dipende dal tipo di accordi che c’erano in origine, e soprattutto se erano scritti, perchè se non ci sono documenti scritti stiamo parlando del nulla. Se invece esiste un documento scritto, dal momento che mi sembra di capire che il signor Eto’o lamenta un mancato pagamento di 300.000 euro, bisognerebbe capire da cosa dipende. Sembrerebbe, uso il condizionale che è d’obbligo, che la Sampdoria si difenda dicendo che si sarebbe trattato di una problematica legata a norme sui trasferimenti internazionali. Bisognerebbe capire anche quale è esattamente la condizione di Olinga, se è giocatore extracomunitario e i posti da extracomunitari erano coperti era chiaro che il tesseramento non si sarebbe potuto perfezionare”. 

LaPresse/REUTERS
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L’avvocato entra poi nel dettaglio:  “Se c’è una traccia di un documento, è possibile chiarire la vicenda, se non ce ne sono, tutto diventa più complicato. Bisognerebbe ricostruire le dinamiche anche senza documenti contrattuali, ma con scambi di mail, inviti recapitati al giocatore, oppure semplici scambi di corrispondenza ordinari. Se esistono mail nelle quali si dice ‘si, vieni a Genova a fare uno stage’, e poi altre successive tipo ‘quanto costa il giocatore, costa 300.000 euro’ allora siamo davanti ad una traccia scritta. Il problema, a quel punto, sarà come instaurare un contenzioso e davanti a quale organo”.

Nel caso in cui Eto’o avesse ragione, la Sampdoria rischierebbe solo una multa: “Di rischi da un punto di vista sportivo, in assenza di un contratto che vincola la Sampdoria da cui emerga un inadempimento, non ce ne sarebbero, se non di carattere economico. In poche parole, una multa. E’ chiaro che però potrebbero essere ravvisate, ma questo è tutto da provare, violazioni di carattere disciplinare se vi sono stati comportamenti non conformi ai principi di lealtà, probità e correttezza che le parti devono sempre tenere nei rapporti contrattuali. Però qui si parla di ipotesi che ad oggi sono difficili da percorrere”.

In merito al crack Livingston, Ferrero rischia la presidenza? “Il problema riguarda più che altro l’interpretazione della eventuale sentenza di patteggiamento, e come possa essere interpretata alla luce delle norme sportive. Se la consideriamo una vera e propria condanna, la norma sportiva potrebbe aprire ad una decadenza. C’è anche da dire a favore di Ferrero che secondo la giurisprudenza sviluppata negli anni la sentenza di patteggiamento non può essere paragonata da un punto di vista tecnico ad una di condanna. E’ vero che ha una motivazione, ma ha anche una visione sommaria dei fatti, la parte in un certo senso rinuncia a difendersi. Il problema è che se da un punto di vista della giustizia ordinaria il patteggiamento non può essere considerato una condanna, da un punto di vista di giustizia sportiva non abbiamo un precedente”.