Il cambio in panchina in casa Sampdoria con l’arrivo di Montella al posto di Zenga non ha portato gli effetti sperati, il club blucerchiato è in piena lotta per la salvezza e le prossime partite saranno decisive per cercare di raggiungere l’obiettivo. L’ex allenatore della Samp Zenga non ci sta ed in un’intervista a Radio Anch’io Sport su RadioUno ha dichiarato: “è stato detto che Montella è venuto al posto mio perché eravamo in crisi di risultati. Ma a me era stato chiesto di valorizzare dei giovani e di stare dalla parte sinistra della classifica e mi sembrava di essere al passo con le richieste societarie”.
“Ho letto anche l’intervista di Osti dove diceva che avevano preso Montella per fare un calcio più spettacolare. Il vero problema è che sin dal primo giorno non sono mai stato benvoluto a Genova da una parte della tifoseria. Il presidente già dal primo giorno mi faceva vedere i messaggi di tifosi che gli dicevano che non mi volevano. Poi c’è stata la gara col Vojvodina: è vero che eravamo in ritiro dall’1 luglio ma Fernando è arrivato il 12, Muriel, Soriano e Zukanovic il 15, Eder l’8. L’errore mio è stato non far presente alla società questa cosa e magari posticipare le cessioni di Okaka e Duncan e la messa fuori rosa di Mesbah. Sono state dette tante piccole cose che danno fastidio, anche il voler far passare il mio esonero per giusta causa perché ero andato a Dubai quando era stato lo stesso presidente a dirmi di andare”.
Su Cassano: “avevo sposato un progetto firmando per un anno, perché non volevo essere di peso a nessuno, ma quando una società ti dice di valorizzare i giovani, e io stavo valorizzando Pedro Pereira, Ivan, Correa, Muriel, e poi ti propone Cassano, d’acchito dico no. Poi quando è arrivato non è mai stato un problema, il vero Cassano si è cominciato a vedere da novembre in avanti e ha giocato titolare con Frosinone ed Empoli, la gestione Cassano stava andando in un verso normale. L’ultimo giorno di mercato ad agosto sono stato in hotel con Romei, Osti e Ferrero e ho fatto delle cose perché Eder e Soriano restassero, ci ho messo del mio, uno dei due stava andando via e ho cercato di convincere o l’uno o l’altro di rimanere almeno fino a dicembre. Ferrero? Lui fa della differenza lo stile di vita e gli auguro attraverso l’esperienza di diventare un presidente vero di calcio. È da solo un anno nel calcio, non ha grandissima esperienza di gestione delle squadre, gli auguro di poter diventare quello che spera di essere”.