Il ds della Sampdoria Osti, si è reso protagonista di un’operazione non di mercato, bensì anti droga. Questo quanto raccontato dallo stesso dirigente blucerchiato al Secolo XIX. Un episodio alquanto strano avvenuto durante una normale mattinata alla Posta, vivacizzata dalla fuga di un teppista. Ecco il racconto.
“Ieri mattina, verso le 9:30, ero alla Posta per pagare un bollettino, quando a un certo punto sento trambusto nella via e vedo che c’è un carabiniere in borghese che insegue un giovane di colore e urla ai passanti di aiutarlo a fermare il fuggitivo, mi ha colpito perché il ragazzo era scalzo, forse poco prima era in ciabatte, ma per correre più veloce le ha tolte. Nella via in quel momento c’eravamo io e un negoziante, un antiquario, uscito sul marciapiedi richiamato da quelle urla. Il ragazzo era stanco, aveva la corsa pesante di chi non ce la fa più, per noi è stato relativamente semplice bloccarlo e chiuderlo in un viottolo laterale dove si è infilato esausto. Poco dopo è arrivato il carabiniere in borghese che, pistola in pugno, lo ha atterrato e ammanettato. E’ stato tutto molto rapido e devo dire che quando l’ho visto sdraiato, con la testa a terra, mi ha fatto un po’ pena. Non sapevo neppure perché veniva arrestato, avevo sentito parlare di un telefonino rubato in un bar e mi sembrava fin troppo duro come provvedimento. Ovviamente quando è venuto fuori che in realtà era un’operazione antidroga, e quel giovane aveva spacciato, allora la cosa è cambiata. Non mi era mai capitato niente di tutto ciò, o meglio, avevo già inseguito e abbattuto dei fuggitivi, ma erano attaccanti e io avevo trent’anni meno di oggi (ride, ndr)”.