Sampdoria, parla l’avvocato Romei: da Ferrero ad una nuova frecciata a Cassano!

L'avvocato Romei ha parlato di molti temi riguardanti la Sampdoria, compreso l'argomento Cassano a cui è stata rifilata l'ennesima frecciata

Intervenuto nella trasmissione ‘CalcioeMercato’ in onda su Sportitalia, l’Avvocato Antonio Romei, braccio destro di Massimo Ferrero ha parlato a 360 gradi dei temi riguardanti la Sampdoria a cominciare da una descrizione del numero uno dei blucerchiati:

“E’ un dissacratore, la sua forza è stata quella di essere entrato nel mondo del calcio riuscendo a rompere determinati schemi e luoghi comuni, riscontrando grande successo anche nelle altre tifoserie in tutta Italia, dimostrando tutta la propria genuinità. Lui è fatto così, non è assolutamente mancanza di serietà, anzi, lui è un imprenditore molto serio, vanta una grande capacità comunicativa che gli consente di entrare subito in sintonia con la gente. Ha assunto grande responsabilità per operare nel mondo del calcio”.

In merito al cambio di proprietà, Romei dichiara: “Dobbiamo fare riferimento alla scelta del venditore che ha individuato nel gruppo Ferrero il nuovo acquirente, perciò da parte loro hanno ritenuto che Massimo Ferrero fosse in grado di svolgere un determinato lavoro. Nel primo esercizio completo 2015 sotto la gestione Ferrero la società ha perso 1,3 milioni di euro con un bilancio sostanzialmente in pareggio, quest’anno dovremmo arrivare a fine 2016 al pareggio totale, i ricavi senza plusvalenze sono saliti da 43 a 60 milioni di euro, abbiamo rifatto il terreno di gioco, preso in concessione il Ferraris assieme al Genoa al termine di una trattativa che ha visto il presidente Ferrero in prima fila, abbiamo rinnovato la concessione di Bogliasco, abbiamo costruito la residenza per i ragazzi con un investimento pari ad 8 milioni di euro, finanziato dal Credito Sportivo che ha ritenuto affidabile il nostro progetto, a dicembre verrà inaugurata ‘Casa Samp’ per 50 ragazzi, con la presenza di una psicologa, un professore e due tutor mentre prima i ragazzi avevano la residenza in un albergo a tre stelle, abbiamo rifatto il campo di Bogliasco per la Primavera con parte degli spogliatoi, mentre in precedenza la Primavera era costretta ad andare a giocare le gare casalinghe a 50 km di distanza.

Questi sono fatti post gestione, evidentemente la famiglia Garrone non ci ha poi visto così male a cedere la Sampdoria al gruppo Ferrero visti i risultati ottenuti in due anni. I Garrone hanno lasciato la Sampdoria in buone mani. Le perdite della precedente gestione? Il calcio è completamente cambiato negli ultimi anni, dobbiamo tutti compiere uno sforzo culturale, abbiamo visto molti imprenditori immettere grossi capitali finendo per non arricchire calcisticamente la squadra, impoverendo la società e riducendo il livello di competitività. Il gruppo Ferrero è proprietario della Sampdoria, la famiglia Garrone non c’entra nulla, con loro abbiamo mantenuto un rapporto di cordialità”.

Nuova frecciata a Cassano: “L’episodio di Cassano nel post derby è nato e morto subito lì, ci siamo chiariti subito con Antonio, non esiste alcun nesso tra quanto accaduto dopo il derby e la situazione attuale, un litigio può sempre capitare, si è trattato di un battibecco nemmeno particolarmente eclatante che è finito lì, ci siamo chiariti soprattutto dopo l’ultima partita di campionato contro la Juventus. Non esiste nessun nesso logico di collegamento tra il post derby e la nostra valutazione in sede di mercato. Abbiamo cambiato allenatore in estate, la società,ma soprattutto il presidente, con la scelta di Giampaolo ha compiuto una scelta impegnativa in considerazione delle idee molto importanti del tecnico che necessita di una squadra adatta al suo credo. La parte tecnica-sportiva ha ritenuto che Antonio non potesse far parte del nuovo progetto, gli è stato comunicato, anche in considerazione del fatto che il nuovo progetto punta su elementi molto giovani e sue idee precise del tecnico. Una scelta legittima da parte della società, Cassano dal canto suo ha altrettanto legittimamente deciso di voler rimanere a Genova a tutti i costi, due decisioni legittime, e la Sampdoria sta continuando a pagare lo stipendio in virtù di un altro anno di contratto. 

Nella vita credo dovrebbe esserci un sentimento che meriterebbe rispetto, ovvero la riconoscenza. Se Antonio è tornato a giocare alla Sampdoria lo deve soprattutto al presidente Ferrero, il quale, contro tutto e tutti compreso il parere di chi aveva in quel momento la guida tecnica della squadra, lo ha fatto tornare. Antonio in più occasioni ha ribadito che avrebbe avuto riconoscenza per chi lo ha aiutato a realizzare il suo desiderio anche in considerazione di quanto era avvenuto in passato. Forse questa storia avrebbe meritato una conclusione diversa, un suo rientro futuro sarebbe una contraddizione, noi abbiamo preso una decisione ritenendola giusta, poi magari in campo si potrebbe rivelare anche sbagliata in concreto, ma riteniamo il giocatore non adatto per il nuovo progetto tecnico. Credo ci sia stata fin troppa esposizione mediatica sui social con vari tweet, forse è giunto il momento di fermarsi qui. Quattro squadre lo hanno cercato in estate, Palermo, Spezia, Entella e Pescara, ma lui ha deciso di restare. A mio parere Antonio merita di continuare ad essere protagonista, non può restare in una squadra senza poterlo essere, ha un peso specifico tale in termini di personalità, storia e qualità tecniche che lo porta ad assumere un ruolo di primo piano, nella Sampdoria di quest’anno non poteva ricoprirlo. Assumere un ruolo di comprimario finirebbe per diventare un torto nei confronti della sua storia, per queste ragioni ritenevamo la risoluzione del rapporto la soluzione migliore. Forse nella gestione di questi due mesi abbiamo commesso l’errore di non essere convincenti fino in fondo nel manifestare le nostre intenzioni al giocatore, ma ripeto che si tratta di una valutazione squisitamente tecnica, non c’è nulla di personale da parte di nessuno di noi nei confronti di Antonio, come peraltro gli è stato ribadito”.