Con la sua straordinaria punizione ha costretto la Juventus al suo quarto ko in questo inizio di campionato, il secondo in cinque partite, dopo quello del 26 settembre contro il Napoli.
Stiamo parlando di Nicola Sansone, attaccante classe ’91 del Sassuolo, nato a Monaco di Baviera che, intervenuto dalle pagine de “La Gazzetta dello Sport”, ha parlato proprio della magia del “Mapei Stadium”: “Da sinistra da noi calcia un destro, quindi io. Ho detto a Berardi: ‘Asciugami la palla’. Il campo era bagnato e, quando è così, il pallone non si alza. Lui me l’ha messo lì e io mi sono fidato. Ho fatto i miei cinque passi e ho tirato. Ho studiato Baggio, Pirlo, Zola su YouTube e ho visto che prendevano una rincorsa di 4-5 passi. Con il tempo l’ho cambiata: prima era di lato, alla Beckham, adesso in diagonale“.
“Comunque – ha aggiunto Sansone – non ho guardato né Buffon né la barriera, tanto si sa che alla Juve sono tutti alti. Ho immaginato il movimento, poi sono partito. Ho capito che era partita bene, ma così bella non pensavo. Era perfetta, una punizione così te la sogni. Mi ha cercato anche la Bbc… Non sarò mai uno da 15-20 goal ma li segno pesanti e belli“.
L’attaccante vanta anche una breve esperienza al Bayern: “Sono stato anche al Monaco 1860, a otto anni. Mi hanno scartato perché ero il più piccolo, ci sono rimasto malissimo. Al Bayern è andata meglio, mi sono allenato anche con Klinsmann, Heynckes, Van Gaal. Com’è Van Gaal? Un grande insegnante e un dittatore. Si mangiava in quattro tavoli da otto, lui voleva che ci si alzasse per prendere da mangiare in ordine, un tavolo alla volta. Finché non eravamo tutti serviti, non si cominciava…“, fa sapere Sansone che, alla fine, svela un simpatico retroscena: “Per fortuna contro la Juventus mi ero messo al fantacalcio, gioco con cugini e amici. A inizio settimana volevo vendermi, ho già Bacca, Klose, Gabbiadini e Rossi…“.