Saviola si presenta al Verona: le foto e le prime parole dell’attaccante

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Schermata 2014-09-04 alle 15.52.59  River Plate, Barcellona, Monaco, Siviglia, Real Madrid, Benfica e infine Malaga e Olympiacos prima di dire si’ al Verona. Un curriculum di tutto rispetto quello di Javier Saviola, pronto a fare coppia con Luca Toni e misurarsi col calcio italiano. “E’ stata una trattativa molto rapida – le sue prime parole in occasione della presentazione – E’ molto bello per me essere in una societa’ che sta crescendo molto e che dimostra di poter fare grandi cose, e’ un privilegio giocare qui. Il Verona mi ha voluto fortemente e io volevo fortemente il Verona. Cercavo una squadra con motivazioni importanti e in crescita, poi desideravo venire in un campionato competitivo e quello italiano e’ l’ideale, con squadre forti tatticamente e fisicamente”. Il 32enne attaccante argentino, che non vede l’ora di sfidare Carlos Tevez (“ho avuto anche l’opportunita’ di giocarci insieme, durante l’Olimpiade, l’oro di Atene e’ un risultato molto prestigioso”), rivela di aver “avuto altre offerte, pero’ io volevo venire qui, questa e’ stata la motivazione piu’ grande. Vorrei disputare una buona stagione e aiutare la squadra, approfittando anche personalmente di questa nuova esperienza. Mi piacerebbe anche crescere con il club e che il club cresca con me”. Saviola punta ad ambientarsi presto, per provare a “cercare di aiutare la squadra a crescere partita dopo partita e ovviamente, dare delle gioie ai nostri tifosi. Sicuramente in questa squadra ci sono calciatori con nomi importanti e con tanta esperienza, che hanno giocato in diverse squadre. Cercheremo di trasferire la nostra esperienza anche ai nostri compagni”.

Saviola ritrova a Verona Rafa Marquez, suo compagno ai tempi del Barcellona, mentre per quanto riguarda Mandorlini “l’ho incontrato solo in occasione del mio primo allenamento e ho scambiato qualche parola con lui. Pero’ abbiamo parlato solo del mio arrivo e della mia accoglienza, non c’e’ stato tempo per definire il mio ruolo. Nella mia carriera ho giocato quasi sempre alle spalle di un attaccante centrale. Pero’ quando arrivi in una squadra nuova e con un allenatore nuovo, mi devo adattare a quello che chiede l’allenatore e ai miei nuovi compagni. Questo serve per aiutare la squadra che e’ la cosa piu’ importante”. Per El Conejo la maglia numero 7 (“e’ quello che avevo nel River Plate, mi piace tanto”) e la speranza di essere all’altezza di altri due argentini che hanno indossato la maglia gialloblu’. “Sapevo che Caniggia aveva giocato nel Verona, e’ molto famoso e calcisticamente aiuto’ molto l’Argentina – rivela – Iturbe l’ho visto giocare, gia’ tutto il mondo conosce la sua forza. Purtroppo non e’ potuto rimanere al Verona, credo che la gente voglia i migliori giocatori, lui ha dato tutto e ai tifosi gialloblu’ piacciono questi calciatori”.