Un nuovo scandalo sul calcioscommesse si è abbattuto sulla Serie B, con due partite della stagione 2013-2014 che sarebbero state combinate dalla Camorra. Con ogni probabilità però le due gare prese in esame non sono le sole ad essere state oggetto di ‘combine’. Secondo l’inchiesta della Dda di Napoli, condotta dal pm Maurizio De Marco e coordinata dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice, inoltre, nella vicenda sarebbero implicati anche quattro ex calciatori dell’Avellino: Armando Izzo, oggi in forza al Genoa, Francesco Millesi, oggi all’Acireale, Luca Pini e Maurizio Peccarisi, che però ha un ruolo più marginale.
Secondo gli inquirenti i tre “si sono messi stabilmente a disposizione del clan allo scopo di influire fraudolentemente sui risultati delle partite…“. Izzo e Millesi in particolare avrebbero dato un “concreto, specifico, consapevole e volontario contributo…“.
“Il Corriere della Sera”, inoltre, rivela un particolare davvero clamoroso riguardante Armando Izzo: il difensore del Genoa, infatti, secondo la testimonianza di uno dei pentiti, nel 2007 avrebbe voluto affiliarsi al clan ma poi fu spinto a continuare la sua carriera calcistica.
Il procedimento per truccare le partite era anche relativamente semplice: il capo-clan Antonio Accursio contattava Pini per avviare la combine e successivamente quest’ultimo corrompeva Izzo e Millesi. In particolare questo procedimento è stato utilizzato per combinare Modena-Avellino del 17 maggio 2014 e Avellino-Reggina del 25 maggio. Per entrambe le partite veniva scommesso 400 mila euro e se per la prima il guadagno è stato ‘solo’ di 60 mila euro per il goal incassato dagli irpini e per il rifiuto di Seculin di accettare la combine, nella seconda invece il bottino è stato di 110 mila euro frutto del 3-0 realizzato dall’Avellino.
Purtroppo per il calcio, l’indagine sembra essere solo all’inizio e la conferma arriva anche dal procuratore aggiunto Beatrice: “In alcune squadre – dice – ci sono soggetti che hanno relazioni con cui rendono illecita la loro attività. Siamo all’inizio di un’indagine che potrebbe avere importanti sviluppi. Non è finita qui“.