La grande chance. Dopo una carriera da calciatore vissuta sul filo del fuorigioco, Filippo Inzaghi brucia le tappe anche da allenatore. Classe ’73, SuperPippo cresce nel settore giovanile del suo Piacenza, dove torna dopo le esperienza con Leffe e Verona (nel ’94 e’ campione d’Europa under 21) prima del grande salto in A col Parma. Ma e’ nella stagione ’95-96 che esplode e lo fa con la maglia dell’Atalanta: 24 gol in 33 gare. La Juventus lo prende per sostituire Vieri e in bianconero vince due scudetti e una Supercoppa Italiana. Nel 2001 viene acquistato dal Milan per 70 miliardi di lire e comincia da li’ una cavalcata che dura fino al 2012: in mezzo due scudetti, una Coppa Italia, due Champions League, due Supercoppe Europee e due italiane e un Mondiale per club, 300 partite e 126 reti. Senza dimenticare il titolo di campione del Mondo con l’Italia a Berlino. Nel 2012 appende le scarpe al chiodo ma resta al Milan allenando prima gli Allievi, con cui vince la Scopigno Cup, e poi la Primavera, che conduce al successo nel torneo di Viareggio. Gia’ vicino a prendere il posto di Allegri lo scorso gennaio, eccolo finalmente alla guida della prima squadra con un contratto fino al 2016.