Seedorf: Non puoi sperimentare, altrimenti si rischia! Ecco perchè serve un Milan operaio

La classifica del Milan piange, come al solito, come sempre in questo campionato. Tuttavia prendersela con Seedorf sarebbe davvero da ignoranti. Certo, si è finalmente capito che il vero problema dei rossoneri non era certamente Massimiliano Allegri, tecnico che ha avuto modo di dimostrare il suo valore nei precedenti tre anni alla guida della blasonata squadra di Milano.

La verità è una: Clarence ha ereditato una squadra senza gioco a ridosso della zona retrocessione con giocatori che sicuramente non ha chiesto lui. Quello che sta facendo è cercare di ricostruirla e per capire su quali calciatori affidarsi (non sono tanti quelli affidabili) ha bisogno di provare sul campo.

Tuttavia, purtroppo per l’ex numero 10 della formazione che vinse tutto con Carlo Ancelotti, questo non è il momento di provare. La prerogativa numero uno dovrebbe essere quella di fare punti, indipendentemente dal gioco. Qualora i rossoneri non dovessero riuscire a mettere in cascina un paio di vittorie prima del rush finale del campionato, rischierebbero seriamente di trovarsi a lottare per qualcosa di estremamente spiacevole. Non sarebbe la prima volta, basta pensare all’Inter 1993-1994 ed alla Roma 2004-2005 per ricordarsi di quanto sia in tutto e per tutto imprevedibile il torneo nostrano.

Occorre rimboccarsi le maniche, plasmare il Milan, almeno per ora, non a immagine e somiglianza dell’idea che nutre dentro sè stesso il giovane tecnico olandese. Serve un Milan operaio che non pensi ad utopici obiettivi (l’Europa League non è mai stata vicina), ma che prenda in mano la situazione per mettersi al più presto al riparo.

In un secondo momento, dopo aver acquisito una determinata sicurezza di classifica, si potrà pensare a proporre il sistema di gioco amato da Seedorf, per la verità apparentemente poco consono ai calciatori a disposizione, e chiudere il campionato, ormai andato a rotoli, nel segno della spensieratezza.