Saranno Real Madrid ed Atletico Madrid a contendersi la Champions League nella finale che di si disputerà sabato, 28 maggio, a Milano.
Ed in vista di questa occasione Clarence Seedorf, ambasciatore UEFA, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano spagnolo ‘As’.
“Non è un caso che l’Atletico sia lì – le parole dell’olandese – ha raggiunto la finale due volte negli ultimi tre anni ed è tra le squadre più grandi d’Europa. Se l’è guadagnato. Ha fatto già dei grandi risultati, cambiando alcuni giocatori nel corso delle ultime stagioni, ma rimanendo sempre al top. E’ chiaro che Simeone abbia iniziato una nuova era all’Atletico. Ha fatto un ottimo lavoro ed è molto competitivo”.
Sul suo passato, invece, Seedorf ha aggiunto: “Vincere la ‘Septima’ è stata la cosa più pazza che ho vissuto nella mia carriera – ha detto l’olandese -. E’ stata un’emozione simile a quella vissuta con l’Ajax, con la differenza che quello è stato un successo in una città più piccola. Prima della finale l’atmosfera era straordinaria, mi ha fatto capire quanto questo titolo fosse stato inseguito negli anni e, quello che è successo dopo la vittoria, è stato pazzesco. L’arrivo all’aeroporto, il trasferimento tra le strade della città, la passione a Plaza de Cibeles… non avrei mai immaginato di vivere un’atmosfera simile”.
E tornando sulla finale tra Real e Atletico: “Le due squadre hanno meritato di stare dove sono e in questo tipo di partite la pressione è generale. Anche se, onestamente, quando si ha di fronte il Madrid di solito la pressione è per i rivali”.
Un riferimento anche alla favola Leicester: “Hanno dimostrato che non tutto dipende dal denaro – commenta Seedorf – quello che devono fare i giocatori e la città di Leicester è godersi il momento. Il prossimo anno, per esempio, giocherà la Champions League, qualcosa di inimmaginabile. Loro dovranno fare esperienza e stabilizzarsi in Premier League, ma per adesso quello che devono fare è godersi la vittoria”.
In chiusura Seedorf torna a parlare del passato: “Thuram è stato il rivale più difficile da incontrare. E’ stato tremendo per me giocare contro di lui. Era una pietra. Il migliore? Ho avuto la fortuna di giocare con Ronaldo, Luís Nazário. Il gol più speciale della carriera? Quello che ho segnato in un derby contro l’Atletico nel 1997. Dentro c’erano tante cose: era un derby, mia figlia era nata il giorno prima, giocavamo al Bernabeu, la prima partita dell’anno, da quaranta metri … Sì, è stato il più speciale”.