Sentenza Palermo, la dura analisi de ‘il Giornale’ contro Lotito: “Ha rapporti con la Corte Federale d’Appello”

Ennesimo giorno della verità in casa Palermo. Oggi, alle 14.30, la Corte Federale d’Appello si esprimerà in merito alla decisione del TFN di retrocedere i rosanero in Serie C. Una mazzata per la città e per la neo società, che si stavano preparando alla disputa dei playoff dopo il terzo posto raggiunto nella stagione regolare.

A tal proposito, durissima l’analisi odierna del Giornale, che mette in evidenza quelli che i più hanno definito conflitto d’interesse di Lotito, patron della Salernitana. Ecco quanto scrive il quotidiano, che definisce il Palermo vittima del tritacarne dei giochi della politica.

Il Procuratore federalesi legge che ha chiesto la retrocessione del Palermo in Serie C, è lo stesso che sei anni fa era prefetto di Roma. Lo stesso che ha assegnato la scorta al plenipotenziario del calcio Claudio Lotito. Un servizio scorta di cui Lotito gode da diversi anni e che costa ai contribuenti italiani ingenti risorse. Tanto che la rivista Polizia e Democrazia si chiede: a chi spetta la scorta e perché? Citando tra gli altri proprio l’utilità della scorta per il patron di Lazio e Salernitana Lotito. Lo stesso Lotito che ha rapporti con il presidente della Corte Federale d’Appello, Sergio Santoro, indagato dal dicembre 2018 con l’accusa di corruzione in atti giudiziari per una serie di sentenze amministrative aggiustate – secondo i magistrati capitolini – a suon di mazzette“.

Insomma il Palermo ha già dovuto ingoiare la decisione del consiglio direttivo della Lega di B di rendere immediatamente esecutiva una sentenza di primo grado. Un verdetto preso dalla governance della Lega B, in palese conflitto di interessi. Dato che come si legge sul sito ufficiale, il collegio è formato dal presidente della Lega di B Mauro Balata e da otto consiglieri più o meno beneficiari della retrocessione del Palermo in C. A partire dal vicepresidente Marco Mezzaroma, patron della Salernitana, da Stefano Bonacini, proprietario del Carpi, Paolo Rossi, presidente della Cremonese, Massimiliano Santopadre, presidente del Perugia, Oreste Vigorito, presidente del Benevento, Daniele Sebastiani, presidente del Pescara, e due indipendenti, Maurizio Felugo, ex pallanuotista, e Francesca Pellegrini, avvocato ed esperta di diritto sportivo. Grazie a quel provvedimento la Salernitana di Lotito si è salvata, il Perugia è entrato ai playoff, mentre Benevento e Pescara hanno ottenuto un migliore piazzamento nella classifica dei playoff“.

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