Serie A 2015/16: il pagellone delle 20 squadre

La Juventus ha dominato e nei voti si rispecchia, le retrocesse hanno deluso, specie il Verona: ecco il pagellone della Serie A

Dal 9.5 per la Juventus campione d’Italia alle sonore bocciature per Milan e Verona, passando Per le insufficienze di Carpi e Frosinone, ma anche di Lazio, Palermo, Sampdoria, Torino e Udinese. Queste le pagelle delle 20 squadre di serie A al termine della stagione 2015-2016.

ATALANTA 6.5: Campionato di alti e bassi per la ‘Dea’ che ha centrato l’obiettivo salvezza senza particolari sofferenze, anche se, nella seconda meta’ della stagione, si era fatta pericolosamente risucchiare per poi riemergere prontamente e chiudere con un bottimo di 45 punti.

BOLOGNA 6.5: Avvio disastroso, a tal punto che la B sembrava dietro l’angolo, poi l’esonero di Rossi e l’arrivo di Donadoni che ha rigenerato una squadra capace di battere il Napoli, di fermare Juve e Roma e di vincere le sfide con il Milan. C’e’ stato anche un momento di flessione con le 6 reti incassate al San Paolo, punto piu’ basso di un bilancio comunque positivo.

Foto LaPresse - Valter Parisotto
Foto LaPresse – Valter Parisotto

CARPI 5.5: Soltanto all’ultimo turno e’ arrivata una retrocessione che in estate era data per scontata da tutti. Impresa soltanto sfiorata nel primo storico campionato di A e i rimpianti sono tanti: dall’esonero di Castori (poi richiamato) al ko interno con la Lazio, il match dei due rigori falliti da Mbakogu e che avrebbe potuto dare al Carpi la salvezza.

CHIEVO 7.5: Una volta era la favola della Serie A, se non di tutta Europa, ma ormai da tempo la squadra di Campedelli e’ una fedelissima del massimo campionato. Maran e i suoi ragazzi hanno chiuso al nono posto, a quota 50, portando a termine una delle migliori stagioni nella massima serie.

EMPOLI 7.5: Il passaggio da Sarri a Giampaolo era considerato un salto nel buio da molti e, invece, il tecnico di Bellinzona ha addirittura fatto meglio, collezionando quattro punti in piu’ (46)rispetto alla stagione precedente (42), chiudendo con uno storico 10° posto ed esprimendo un bel calcio, uno dei migliori del torneo.

FIORENTINA 7: Dal quarto posto (con semifinale di Europa League) dell’ultima stagione con Montella in panchina, al quinto di quest’anno con Sousa alla guida (stessi punti, 64). La ‘Viola’ si e’ confermata ai vertici, per buona parte del campionato ha fatto sognare il tricolore ai tifosi, la Champions sembrava alla portata, poi la marcia ha perso il ritmo iniziale, ma e’ arrivato comunque il quinto posto che vale l’Europa.

FROSINONE 5: Storica prima volta in A per i ciociari che retrocedono a testa alta, ma mancano l’obiettivo salvezza. La squadra ha lottato, ha pareggiato in casa della Juve e del Milan, ma non e’ bastato per evitare la B, arrivata a due giornate dalla fine tra gli applausi di una tifoseria da standing ovation.

GENOA 6: Dall’Europa conquistata sul campo, ma persa a tavolino per la storia della licenza Uefa, a un 11° posto che non e’ da buttar via. Il 3-0 nel derby con la Samp nella penultima giornata ha regalato ai tifosi una grande soddisfazione e, a Gasperini, l’ultima gioia della sua bella storia d’amore con il club piu’ vecchio d’Italia.

INTER 6.5: A lungo prima, sembrava l’anno giusto per un ritorno in grande stile dopo l’8° posto dell’ultima stagione. Alla fine non e’ andata proprio cosi’, ma i progressi sono stati comunque notevoli come testimoniano il 4° posto e il ritorno in Europa, anche se non in quella dei grandi. La differenza tra i nerazzurri e le prime 3? I gol realizzati e un organico comunque inferiore a quello di Juve, Napoli e Roma.

JUVENTUS 9.5: Una rimonta eccezionale con 25 vittorie in 26 partite, lo storico 5° scudetto consecutivo e una finale di Coppa Italia che puo’ valere la lode. La Juve ha vissuto una stagione che nei primi mesi sembrava destinata a un clamoroso fallimento, ma che e’ terminata con un altro capitolo di storia che i bianconeri si sono divertiti a scrivere nel modo piu’ strano e coinvolgente. Brucia l’eliminazione in Champions con il Bayern, ma anche li’ Buffon e compagni si sono dimostrati all’altezza.

LAZIO 5: L’anno scorso terza, oggi ottava e nella prossima stagione fuori dall’Europa. Stagione da cancellare per la Lazio, ne ha fatto le spese Pioli, esonerato per fare spazio a Simone Inzaghi che ha conquistato dodici punti in sei partite e che spera di ottenere la conferma. Il ko in casa nell’ultima di campionato con la Fiorentina, nel giorno dell’addio con gol di Klose, non gioca a suo favore.

MILAN 4: Un miglioramento c’e’ stato. Dal 10° al 7° posto, ma definirlo una magra consolazione e’ un eufemismo. Nuovo flop per il Diavolo, ancora una volta lontano dalle posizioni che contano e che continua a collezionare tecnici. Bocciato Inzaghi, l’idea Mihajlovic non ha funzionato e nelle ultime gare con Brocchi non e’ cambiato nulla. Resta la finale di Coppa Italia, ma anche in caso di conquista del trofeo, e quindi dell’Europa, la stagione resta fallimentare.

NAPOLI 9: Passi da gigante, dal 5° al 2° posto che vale l’accesso diretto in Champions. Da Benitez a Sarri, una scommessa stravinta da De Laurentiis che ha trovato nell’ex Empoli un tecnico che in poco tempo ha vinto lo scetticismo, ha esaltato le doti da bomber di Higuain (storico record di 36 gol) e che ha fatto sognare a lungo un’intera citta’ come non accadeva dai tempi di Maradona.

PALERMO 5: La salvezza e’ arrivata all’ultimo turno e per come si erano messe le cose nelle ultime settimane e’ quasi un’impresa. I rosanero hanno vissuto una delle stagioni piu’ difficili della loro storia. Zamparini tra esoneri, dimissioni e tecnici senza patentino, si e’ superato collezionando allenatori in serie. Alla fine trascinati dai ‘senatori’ Sorrentino, Maresca, Vazquez e Gilardino, sotto la gestione Ballardini-bis, i rosanero hanno centrato l’obiettivo minimo.

ROMA 7.5: Dopo due secondi posti consecutivi il sogno era lo scudetto, ma e’ arrivato un terzo posto. Poteva andare peggio se non fosse arrivato Spalletti a risollevare una squadra che con Garcia (ottimo nelle prime due stagioni), continuava a peggiorare di giornata in giornata. La rimonta giallorossa e’ stata esaltante e capitan Totti, nonostante i pochi minuti in campo, e’ riuscito ancora una volta a indossare i panni del trascinatore.

SAMPDORIA 4: Stagione pessima. Dal 7° posto dello scorso anno al 15° con cui i Ferrero-boys hanno chiuso un campionato piu’ che deludente. Zenga e’ stato esonerato, Montella non ha fatto meglio del suo predecessore anche se alla fine ha salvato una squadra partita con altri obiettivi e che ha un organico almeno da meta’ classifica. La sconfitta nel derby nella penultima giornata e le polemiche successive il punto piu’ basso di un torneo chiuso con lo 0-5 incassato allo Juventus Stadium.

SASSUOLO 9: Se la Juve vince la Coppa Italia, il Sassuolo va in Europa. Basta questo dato per giustificare un 9 a una squadra e a un club davvero esemplari, dove regna il ‘made in Italy’ e la programmazione. Di Francesco si e’ confermato uno dei migliori tecnici italiani, Squinzi (un patron da imitare) gli ha rinnovato il contratto e, al di la’, dello sbarco in Europa il Sassuolo e’ una realta’ da esportare, un piccolo Leicester italiano.

TORINO 5: Non un grande Toro. Lo testimonia il 12° posto e quel pizzico di malconento manifestato dal popolo granata. Nonostante il contratto potrebbe chiudersi il ciclo di Ventura che ha fatto un lavoro eccellente, ma al di la’ della guida tecnica con giovani come Belotti, Zappacosta, Benassi, Baselli e cosi’ via, il futuro dovrebbe sorridere al club di Cairo.

UDINESE 4.5: Un’altra stagione deludente. Il nuovo stadio (un gioiello da imitare) non e’ servito e anzi aumenta la delusione per un torneo grigio, nonostante un organico di tutto rispetto che Colantuono, esonerato a meta’ marzo, non e’ riuscito a esaltare. Con De Canio la squadra ha battuto Napoli e Fiorentina, ma ne ha anche presi 5 in casa con il Toro e alla fine ha chiuso a +1 dalla zona retrocessione. Non ci sara’ piu’ Toto’ Di Natale, capitano, bomber e simbolo di un’Udinese che deve ritrovare la strada giusta per tornare ai livelli di un tempo.

VERONA 4: Una retrocessione inaspettata. L’Hellas torna in B chiudendo all’ultimo posto un campionato disastroso. Mandorlini, il tecnico che ha scritto la storia degli ultimi anni, e’ stato esonerato, ma anche Delneri non e’ riuscito a raddrizzare una stagione che si e’ messa subito in salita e che si e’ chiusa con il ritorno in B e il ritiro di Luca Toni, campione del mondo che restera’ nella storia del Verona e del calcio italiano. (ITALPRESS).