Spesso nel calcio, come nella vita, per testare la veridicità di un lavoro fatto bene si ricorre a quella che viene definita la classica “prova del 9“. Una sorta di test utile a capire se il percorso intrapreso, che sembra positivo, abbia davvero prodotto dei frutti importanti.
Quest’anno però, in Serie A, pare che molte squadre abbiano tale appuntamento. A parte la Juventus infatti, le altre big del campionato hanno “toppato” nel momento in cui serviva fare il salto di qualità, nel momento in cui bisognava dare l’accelerata decisiva verso l’obiettivo. Ed è forse anche per questo che nessuna compagine ha saputo tenere testa ai bianconeri ma, allo stesso modo, tutto ciò permette al tifoso neutrale di godersi un’interessante corsa all’Europa fino all’ultima giornata.
Cominciando dal Napoli che, probabilmente si è intuito, ha ormai preferito concentrarsi sulla sfida con l’Arsenal. Gli azzurri (senza comunque dimenticare lo splendido percorso da schiacciasassi della capolista) in qualche occasione hanno buttato punti importanti utili alla rincorsa al primo posto, vedasi il pari interno contro il Chievo di novembre. Ma è nel periodo decisivo (marzo-aprile, per intenderci quello in cui lo scorso anno si era registrato un netto avvicinamento dei partenopei alla Vecchia Signora) che ha rallentato la sua corsa, rendendosi forse conto – come detto sopra – che questa Juve è inarrivabile.
Percorso simile, seppur condizionato da diverse situazioni, quello delle due milanesi. L’Inter ha fatto registrare un cammino abbastanza altalenante, fallendo quando doveva dare continuità e facendo bene quando partiva da sfavorita. Per fare un esempio non basta andare molto lontano, ma solo a qualche settimana fa. Dopo un periodo così così, i nerazzurri si aggiudicano il derby contro il Milan dopo la vittoria con la Spal. Rilancio? No, la giornata successiva arriva la sconfitta interna contro la Lazio, ma poi c’è il poker sorprendente di Genova. Derby della madonnina che ha invece condannato i rossoneri di Gattuso, che fino a quel giorno stavano mantenendo un passo da prima della classe. Ma dalla sconfitta di San Siro, pochissimi punti raccolti e rischio di perdere nuovamente la Champions.
Per fortuna di Romagnoli e compagni le dirette concorrenti, come detto, fanno lo stesso. La Lazio, dopo il poker col Parma e la vittoria in casa dell’Inter, poteva fare un balzo decisivo, e invece è arrivato un solo punto (tra l’altro in extremis) in due gare alla portata.
Discorso a parte meritano Atalanta, Torino e Sampdoria per cui resta già importante, tralasciando il risultato finale, quella che hanno fatto e stanno facendo. Certo è che i blucerchiati hanno abitutato a grandi prestazioni, fallendo poi troppe partite casalinghe. Vedi Frosinone, Atalanta e sabato la Roma, che non veniva sicuramente dal suo miglior momento. I giallorossi infatti, specie per quanto accaduto nell’ultimo periodo, potrebbero esimersi da questa analisi.
Cosa fa capire tutto questo. Sicuramente, se una grande squadra vuole rivelarsi tale, non deve fallire nei momenti in cui tutti si auspicano quel quid in più. In caso contrario, invece, evidentemente serve ancora qualcosa per la piena maturità.