Il presidente dell’Aic, Damiano Tommasi, ha espresso il proprio giudizio sulla riforma dei campionati che dovrebbe portare la serie A da 20 a 18 squadre
“Si sta enfatizzando troppo l’eventuale riduzione del numero delle squadre in serie A come fosse la soluzione di tanti problemi. In realtà è la soluzione di uno dei pochi problemi e se ne parla non pensando ai vantaggi sportivi di competitività, di stabilità del sistema, questi argomenti non ci sono sul tavolo, ma si parla solo di risorse che si liberano ed è su questo che si sta litigando”.
A dirlo, ai microfoni di “Radio Anch’io Sport”, è il presidente dell’Aic, Damiano Tommasi, il quale dunque è intervenuto per esprimere il proprio giudizio sulla riforma dei campionati che dovrebbe portare la serie A da 20 a 18 squadre.
“Il rischio è che si voglia giocare tutti i giorni, in tutte le date possibili, per aumentare gli introiti. Non è il modo di affrontare le riforme, bisogna riportare il tema sportivo al centro della discussione”, avverte Tommasi, a detta del quale si dovrebbe pensare di più ad altri aspetti. “Bisognerebbe individuare le modalità per far crescere e valorizzare i nostri giovani in maniera costante come si fa in altri Paesi con l’inserimento delle seconde squadre, bisogna far giocare i giovani in un campionato competitivo, è lo step che manca”.