In questi anni di lento declino del calcio italiano, una delle critiche più diffuse e più condivise, era quella che alludeva ad una mancanza di coraggio da parte di allenatori e dirigenti nel lanciare i giovani: molti calciatori infatti (sopratutto nel periodo post-mondiale 2006), sono stati mandati via dalle società con eccessiva fretta (Aubameyang in questo senso, è uno dei casi più eloquenti), esplodendo altrove e diventando grandi rimpianti, sia tecnici che economici.
La tendenza, però, negli anni sembra essersi invertita: il crollo del potere economico dei club italiani rispetto a quelli stranieri ha “costretto” i club a diventare un po’ più coraggiosi e da allora finalmente l’età media della Serie A si è notevolmente abbassata.
E’ vero che i vari Toni, Di Natale, Totti, Buffon imperversano (per fortuna) ancora nei nostri campi, ma c’è un dato molto eloquente che fa di questi giocatori un’eccezione alla regola: nella classifica dei 10 giocatori più giovani che in questa stagione hanno messo piede in campo nei 5 campionati più importanti d’Europa (dunque la nostra A, e poi la Premier League, la Liga, la Bundesliga e la Ligue 1), ben 4 arrivano dall’Italia.
Si tratta del portiere milanista Gianluigi Donnarumma (il più giovane calciatore europeo ad esser sceso in campo), del sampdoriano Pereira (classe 1998), dell’empolese Dioussè (già finito nel mirino di tanti club) e del bolognese Diawara.
In classifica poi è presente anche Hachim Mastour, ceduto in prestito dal Malaga al Milan, ma riacquistabile dai rossoneri tra due anni grazie al famoso diritto di recompra. Si tratta comunque di giocatori utilizzati spesso dai loro allenatori, non di esordienti scesi in campo per pochi minuti.