Ricordate il termine “scansarsi” che ha fatto tanto discutere nei mesi scorsi per il noto caso Buffon? Ebbene, adesso torna d’attualità, ma non perchè alcune squadre decidano deliberatamente di perdere le proprie gare, bensì perchè la mancanza di motivazioni e lo scarso livello del nostro campionato, portano a tale estrema conclusione. Nulla di marcio, per intenderci, solo un format che non funziona. Per la seconda giornata consecutiva la Serie A si è dimostrata un campionato spaccato in due. La corsa all’Europa ed allo scudetto si gioca praticamente solo negli scontri diretti.

Impossibile perdere punti contro le altre squadre, demotivate, molli, senza grinta nè voglia di competere. Nella giornata di ieri tutte le prime 7 della classifica hanno vinto e non è un caso. Anche nello scorso week end è successa la stessa cosa, tranne che nell’incontro Lazio-Milan, uno scontro diretto appunto. Dunque le ultime due giornate parlano chiaro, sarà dura per l’Inter recuperare punti dalle squadre che la precedono, se non negli scontri diretti, fondamentale ad esempio sarà la gara contro la Roma della prossima settimana. Stessa situazione vale per il Milan, a -4 dall’Europa, ma chi la precede non perde un colpo. Dunque occhio anche nel caso dei rossoneri agli scontri diretti: Inter ed Atalanta devono ancora essere affrontate.

In sintesi, a quando la modifica dei campionati? A quando il torneo a 18 squadre? D’altra parte le motivazioni non si possono inculcare così dal nulla. Nei giorni scorsi è stato chiesto a Rastelli cosa dicesse ai suoi ragazzi per motivarli dato che la classifica ormai è tranquilla. Un momento di silenzio… riflessione… e poi: “ancora non è matematica la salvezza”. Si vabbè.
