Serie B – Carpi, dalle serie minori al sogno Serie A, fino ad arrivare alla vicenda Lotito

Il club può trasformare la rabbia in una spinta decisiva per raggiungere la Serie A

Il nome sicuramente non avra’ l’appeal mediatico giusto per infiammare le aste dei diritti tv, ma a Carpi e dintorni dall’estate di due anni fa non l’ha dimenticato nessuno: con un gol all’andata e uno al ritorno nei playoff contro il favoritissimo Lecce, fu il marocchino Mehdi Kabine, 31 anni, professione attaccante, a regalare la serie B ai biancorossi e a inaugurarne la “favola” moderna, che di questo passo tra pochi mesi potrebbe concludersi in serie A. Fondato nel 1909 dallo studente Adolfo Fanconi come Jucunditas (“felicita'”), il club diventa Associazione Calcio Carpi: la prima sede ufficiale e’ il “Caffe’ degli Svizzeri”, in piazza Vittorio Emanuele (attuale piazza Martiri) nello stabile che il padre di Adolfo, Riccardo, vendera’ qualche anno dopo a Dorando Pietri, appena rientrato dagli Usa. Fino al ’28 il club riesce a galleggiare nel torneo cadetto, ma nei decenni successivi la sua storia si consuma tutta sui campi polverosi delle serie inferiori, dalla terza in giu’, con sconfinamenti in prima categoria. Nel 1986-1987 c’e’ la fusione con l’Athletic, un’altra squadra cittadina, in quel momento in Promozione e il ripescaggio in C2 per meriti sportivi e solidita’ economica.

LaPresse/Simone Raso
LaPresse/Simone Raso

Altre due stagioni, e arriva il salto in C1: tre salvezze consecutive prima di una nuova retrocessione, cui segue un secondo ripescaggio e l’inizio di un nuovo ciclo con in panchina prima Gianni De Biasi e poi Luigi De Canio. Dopo aver solo sfiorato la promozione in B, ci sono anni di disimpegno economico da parte della societa’: il 98-99 e il 99-2000 sono gli anni di due ultimi posti, prima in C1 e poi in C2. Nel 2000, dopo un’annata in C2 culminata con la retrocessione nei Dilettanti, l’Associazione Calcio Carpi fallisce e nasce il Calcio Carpi, iscritto al campionato di Eccellenza. Ma e’ nove anni piu’ tardi, con una nuova fusione con la seconda squadra locale, la Dorando Pietri, che parte un nuovo ciclo vincente. Dopo il ripescaggio in Lega Pro, arriva la promozione sul campo in prima divisione: nella finale play off il Pro Vercelli infrange il sogno della promozione in B ma l’appuntamento e’ rinviato soltanto di un anno, fino al gol di Kabine. La prima stagione tra i cadetti e’ ricca di alti e bassi ma dopo la staffetta in panchina tra Vecchi e Pillon arriva una comoda salvezza. Ai nastri di partenza del nuovo anno, nessuno o quasi avrebbe immaginato che dopo 25 giornate i biancorossi volassero in classifica: primo posto in classifica con 6 punti di vantaggio sul Bologna, 10 sul Livorno, 11 sull’Avellino e 12 sul Frosinone; miglior attacco insieme a quello del Livorno; Mbakogu a un solo gol dalla vetta della classifica marcatori; seconda miglior difesa. “Abbiamo letto con incredulita’ e viva indignazione la conversazione divulgata questa mattina dai mezzi di informazione”, scrive il club. Ma sotto sotto traspare la determinazione a trasformare lo ‘sgarbo’ di Lotito in una nuova spinta verso l’avverarsi del sogno. Perche’ no, la spinta decisiva.