In un tripudio gialloblù il Ciliverghe ospita il Crema nell’ultima partita casalinga della stagione alla ricerca della aritmetica salvezza. Carobbio inserisce Sanni al posto dello squalificato Careccia e rinuncia a Comotti, non al meglio, nella linea dei mediani con Guerci che torna ad occupare la cabina di regia. Il campo inzuppato d’acqua per la forte pioggia scesa fino al fischio d’inizio non favorisce lo sviluppo del gioco per le due squadre con i cartellini gialli che diventano così ben presto protagonisti della gara: ben cinque nei primi venti minuti di gara, con il Crema che resta anche dieci al 23’ per il fallo di Matei su Pasotti all’altezza del centrocampo che costa la seconda sanzione al calciatore cremasco. Uniche occasioni prima del rosso entrambe a firma gialloblù: al 15’ serpentina di Mauri con la conclusione rasoterra dal limite bloccata a terra da Marenco; mentre due minuti dopo è Sanè a vedersi anticipato in angolo al momento della conclusione su suggerimento di Vignali.
Alla mezzora è ancora Sanè protagonista di un pericoloso inserimento in area, il controllo del pallone però non è preciso e l’azione sfuma. Il Ciliverghe è la squadra più intraprendente e gli uomini di Carobbio sfiorano il vantaggio due volte a cavallo del quarantesimo: Mauri al 39’ conquista palla sulla linea di centrocampo, avanza palla al
piede scaricando al momento giusto per Sanè sulla destra, il tiro del mediano è murato all’ultimo dall’intervento in spaccata di Porcino; sull’angolo che ne nasce conclusione di Mauri in area, murata dalla difesa ospite. Ancora Ciliverghe al 43’ con un tiro alto da fuori area di Aloia su cui termina il primo tempo. La ripresa inizia a ritmi blandi con il Ciliverghe a gestire il gioco attento a non scoprirsi; prima occasione all’11: colpo di testa di Pasotti parato agevolmente da Marenco. Carobbio al 20’ deve rinunciare a Vignali che alza bandiera bianca per infortunio, al suo posto Comotti. Al 24’ discesa di Pasotti sulla sinistra, il tiro cross della punta termina di poco alta sulla traversa, il Crema però nell’unica azione offensiva della gara trova il vantaggio che gela Casa Cili: siamo al 29’
quando su un traversone dalla sinistra è Pagano di testa a segnare l’1-0. In occasione della rete ospite viene espulso per proteste il tecnico Carobbio. La parità numerica si ristabilisce anche in campo al 34’ quando viene espulso Minelli per doppia ammonizione.
La gara si fa tirata con il Ciliverghe alla ricerca del pareggio ed il Crema a difendersi, dalla tribuna Carobbio ordina nuovi cambi per dare nuova linfa e nei minuti finali Andriani sale al fianco di Zecchinato. I gialloblù non sanno del finale della partita del Calvina che pareggiando porta il Ciliverghe all’aritmetica salvezza pur sconfitto e sull’ennesimo attacco Zecchinato viene atterrato in area. Rigore che Mauri lascia allo stesso attaccante con il centravanti patavino, subentrato nel corso della gara ad Aloia, che realizza con freddezza scatenando la festa a Casa Cili. L’arbitro allunga il recupero, ma la partita non ha più nulla da dire e l’invasione festosa dei ragazzi del vivaio a fine gara è il preludio perfetto alla festa che segue dopo. Per il sesto anno consecutivo sarà serie D, quello compiuto da Carobbio, il suo staff ed i suoi uomini è un vero e proprio miracolo sportivo, dopo un girone di andata chiuso al fondo della classifica con appena tredici punti fatti. Il cammino nel ritorno è stato quasi da promozione diretta, conquistare la salvezza con una giornata di anticipo davanti ad un pubblico straripante il coronamento di un gran cammino.
DICHIARAZIONI
Filippo Carobbio (Allenatore Ciliverghe): “Gioia immensa, salvezza conquistata davanti ad un pubblico spettacolare nata all’interno di uno spogliatoio granitico che dopo un girone di andata in cui tutti ci davano per spacciati, ha saputo reagire in modo fantastico unendosi ancor di più. Il cammino nel girone di ritorno è stato quasi da playoff se non qualcosa in più, c’è sicuramente un po’ di rammarico, ma avevamo capito nel corso dell’andata che qualcosa mancava. Un grazie alla società per aver sempre creduto nel mio lavoro ed alla mia famiglia: mia moglie Elena, i miei figli, i miei genitori che sempre mi sono stati vicini, la salvezza la dedico a mia nonna che a 92 oggi era in tribuna a tifare”.