Serie A, Sacchi invita tutti a non farsi illusioni: “Scudetto? La Juventus ancora favorita”

Serie A, parla Sacchi – Ormai l’attesa è finita, con i due match di questo sabato che vedono subito in campo Juventus e Napoli, rispettivamente contro Cagliari e Verona, parte ufficialmente il nuovo campionato di Serie A. Quindi vale la pena registrare il punto di un grande maestro come Arrigo Sacchi, che ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’ invita tutti a non farsi troppe illusioni sulla lotta Scudetto: “Favorita? Nessun dubbio: la Juventus. E’ superiore per esperienza, per storia e per capacità di gestione del club. Ha vinto sei scudetti consecutivi, qualcosa vorrà dire. E non dimentichiamo che, un anno fa, proprio i bianconeri hanno acquistato il giocatore più forte del Napoli: Higuain. Cioè ha tolto ai rivali il migliore e lo ha inserito nel proprio gruppo: non è poco. La squadra di Sarri è cresciuta tantissimo. Pensate che due anni fa Jorginho era una mezza riserva, come pure Insigne e Mertens non partiva sempre titolare. Guardate che cosa fanno adesso! Il progetto è chiaro: Sarri, attraverso il gioco, cerca di migliorare i giocatoriAllegri lo ha detto chiaramente quando ha dichiarato che, se uno vuole lo spettacolo, deve andare al circo. Lui punta al risultato, alla vittoria. E i dirigenti lo appoggiano. Non sempre, ad esempio, la Juve si impossessa del gioco, ma quando lo fa mi diverte. Dovrebbe tentare più spesso di battere questa strada, però evidentemente non rientra nei piani”.

Serie A, Sacchi invita tutti a non farsi illusioni: “Scudetto? La Juventus ancora favorita”

LaPresse/Gerardo Cafaro
LaPresse/Gerardo Cafaro

Serie A, parla Sacchi – Poi Sacchi mette a confronto Allegri e Sarri: “Max è bravissimo, un maestro di tattica che punta tantissimo sul singolo, o sui singoli. E’ eccezionale nel gestire situazioni delicate. Sarri, invece, è diverso. Ricerca la perfezione attraverso i movimenti, l’aggressione degli spazi, le sovrapposizioni. Il Napoli è condannato a giocare sempre ad alto livello e ad alto ritmo: non può gestire, non può chiudersi, non può rifiatare. Sempre al massimo, insommaPer me è un’emozione pura, quella che regala il Napoli perché vedo riproposti sul campo principi che sono stati prima sviluppati dalla mente. Non vorrei esagerare, ma, il Napoli, nella seconda parte della scorsa stagione, per il dominio esercitato durante le partite, mi ha ricordato il Milan che allenavo io. Con la differenza che io avevo a disposizione giocatori più forti di quelli che ha Sarri, quindi Maurizio è davvero un valore aggiunto”. Infine un’ultima considerazione sulla Juve dopo la sconfitta in Supercoppa contro la Lazio: “Devono ritrovare la fame, la rabbia e la cattiveria agonistica che li ha contraddistinti negli ultimi anni. Problemi in fase di costruzione per gli addii di Alves e Bonucci? La Juve, nel tempo, ha perso Tevez, Pirlo, Vidal, Pogba, ma ha sempre rimediato, non ha mai sofferto. E ha sempre vinto. Ripeto: è una questione di mentalità, di autostima. A livello di valori morali la Juve è un gradino al di sopra degli altri”.