Nonostante la disfatta della mancata qualificazione dell’Italia ai prossimi Mondiali di Russia 2018, Carlo Tavecchio, presidente della Figc, non ha rassegnato le proprie dimissioni. Troppo forte l’attaccamento alla poltrona. Una decisione che non è andata giù al presidente del Torino, Urbano Cairo, che vorrebbe si verificasse un cambiamento radicale, come dichiarato alla ‘Gazzetta dello Sport’: “La sconfitta con la Svezia rappresenta un risultato così grave che non può essere liquidato con le parole. Non basta promettere di fare le riforme, andrebbe resettato tutto. Questo è un fallimento epocale, una svalutazione per il movimento. È come se l’azienda calcio avesse portato i libri in tribunale, considerando le ricadute economiche. Ora bisogna ripartire dai giovani, dalle seconde squadre e da manager bravi, capaci di far crescere l’azienda“.
Cairo entra poi nello specifico parlando riferendosi a Tavecchio: “Quando succede una cosa del genere i manager devono pagare un prezzo. Anche io da presidente del Torino ho vissuto momenti molto difficili, perché evidentemente facevo degli errori: sono andato avanti ma da proprietario ho pagato un prezzo economico importante. Si prenda atto che l’uscita dal Mondiale è un fatto gravissimo, non a caso non accadeva da 60 anni. Non sono un elettore del PD ma ho apprezzato il gesto di Renzi. Dovrebbe farlo pure Tavecchio, di fronte a questo fallimento: nulla vieta che possa ricandidarsi, in teoria”. Una dura presa di posizione quella del numero uno del Torino che tutti i presidenti di Serie A dovrebbero emulare per remare tutti dalla stessa parte e togliere il ‘marcio’ dal calcio italiano.