Si ammaina la bandiera della Spagna: chiusa per sempre l’era degli invincibili

Stasera si chiude senza ombra di dubbio un’era che ha segnato gli ultimi anni del calcio moderno: quella della Spagna che tremare il mondo ha fatto. La nazionale iberica, dopo aver distrutto gli avversari dal 2008 al 2012, vincendo due Europei ed un Mondiale, capitola mestamente in quel di Rio de Janeiro, avendo rimediato la seconda sconfitta su due partite nel girone B: l’avventura in terra brasiliana finisce qui. All’esordio c’è stata la debacle contro l’arrembante Olanda, stasera le ferite mortali sono state inferte dal Cile. Una gioia per i tanti avversari che non ne potevano più di vedere Casillas e compagni sollevare trofei al cielo, una delusione per chi si è innamorato di una squadra che è arrivata a rasentare i limiti della perfezione. Tempi lontani, morti e sepolti sotto le ceneri di un tiki taka ormai bruciato, come già dimostrato  anche dal Barcellona. E che tristezza vedere eroi del calibro di Iniesta e Sergio Ramos arrancare dietro i furetti cileni, in affanno e con il picco di qualche sussulto nel finale e nulla più. Questione di cicli, che nel calcio, come nella vita, iniziano e finiscono. Tanto ha potuto l’usura di molti atleti, arrivati stremati in Brasile dopo l’utilizzo fattone dai vari club di appartenenza nella stagione da poco conclusa. E ha fatto il suo anche il logorio fisico di molti uomini che, col passare dell’età, hanno fisiologicamente perso smalto, brillantezza, forse motivazioni. Il confinamento in panchina, nella partita appena conclusa, di uomini come Piquè e Xavi è stato emblematico e, peraltro, si è rivelato insufficiente. Forse di medicine per questa squadra non ne esistono, forse serve unicamente quel ricambio generazionale cui bisogna rivolgersi in determinati periodi storici. Il tempo potrà darci risposte concrete, ma il campo, poco fa, ha decretato la sua netta sentenza: la bandiera delle furie rosse si ammaina mestamente, chiudendo l’epoca degli ormai ex invincibili, sotto i beffardi ‘olè’ dei tifosi cileni ad ogni tocco di palla dei propri calciatori. Per la serie “il danno oltre la beffa. Il resto lo hanno fatto gli sguardi di Del Bosque, Casillas, Sergio Ramos, Xabi Alonso e tutti gli altri, eloquenti più del resto: adios Spagna, è stato bello.