Spagna, puntare sui giovani per risorgere: da Koke e Morata, nulla è perduto!

Notte fonda per la Spagna, per la quale ieri, dopo la clamorosa precoce eliminazione dal Mondiale, abbiamo tutti recitato un opportuno De profundis. Rifondazione è la parola più usata nel parlare del futuro della nazionale iberica e diversamente non può essere. Rifondazione tattica e di uomini, perchè il Tiki Taka senza Xavi ha poco senso e, l’ormai ex regista del Barcellona, prossimo allo sbarco in Qatar, probabilmente dirà addio alla nazionale nelle prossime ore. Nulla è però perduto, dal momento che, in fatto di giovani talenti, la Spagna non è seconda a nessuno. Anzi, a guardare le varie individualità a disposizione di chi prenderà le redini delle ‘furie rosse’ – non è detto che venga confermato Del Bosque – c’è di che dormire sonni abbastanza tranquilli. Oltre a Xavi, a fare le spese del fallimento brasiliano saranno, almeno nell’immediato, i vari Iker Casillas, Xabi Alonso, Fernando Torres e David Villa, giusto per citare i nomi più importanti. Difficile che si rinuncerà, invece, a Gerard Piquè, Sergio Ramos ed Andres Iniesta. L’erede di Iker Casillas potrebbe essere David De Gea (classe 1990), del Manchester United, ormai in rampa di lancio, mentre sull’esterno occhio a Daniel Carvajal (1992) del Real Madrid a destra, e Bernat (1993) del Valencia a sinistra, che insidierà un posto da titolare a Jordi Alba. Come difensori centrali da tenere presente Inigo Martinez (1991) dell’Athletic Bilbao e Marc Bartra (1991) del Barcellona. In mezzo al campo l’erede di Xavi, designato, sarà Thiago Alcantara (1991), purchè gli infortuni gli diano tregua: proprio a causa della rottura del ginocchio il calciatore del Bayern Monaco ha dovuto saltare Brasile 2014. Impossibile non pensare, parlando di Spagna, centrocampo e futuro, a Koke (1992) dell’Atletico Madrid, ieri subentrato contro Cile, e al duo Ander Herrera (1989) – Asier Illaramendi (1999), rispettivamente in forza a Real Sociedad e Real Madrid. Ma è il parco attaccanti che sembra promettere maggiori scintille: da Alvaro Morata (1992) e Jesè (1993) del Real Madrid a Iker Munian (1992) dell’Athletic Bilbao, da Rodrigo (1991) del Benfica a Gerard Deulofeu del Barcellona, fino ad arrivare a Balde Diao Keita (1995), straripante calciatore in forza alla Lazio. Insomma, il passato recente è stato stirpe vincente, il presente ha un sapore amarissimo ma il futuro, con questi giovani, sembra promettere bene. Del resto, il ricambio generazionale può essere l’unica, reale, ricetta vincente, per la Spagna, per riemergere dalle macerie.