Spal, l’annuncio di Semplici sul futuro: “un’altra salvezza e poi vado via”

La Spal si prepara per la prossima stagione, le importanti indicazioni di Semplici anche per il futuro

Sta per iniziare un’altra stagione in casa Spal, il club è reduce da campionati importatissimi che hanno portato prima la promozione in massima categoria e poi le salvezze, merito anche e soprattutto del tecnico Semplici, adesso l’obiettivo è quello di confermarsi. Nel frattempo arrivano importanti indicazioni dell’allenatore anche sul futuro in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’: «Ancora non ho concluso il mio lavoro. Questa estate avrei potuto spiccare il volo. Ho avuto un’offerta importante. Ma ho scelto ancora la Spal. Contemporaneamente, però, mi sono iscritto a un corso d’inglese. Voglio parlarlo alla perfezione. Ci sarà un momento in cui dovrò salutare la mia seconda casa e andare a misurarmi altrove».

Accettando nuove sfide.

«Spesso penso al percorso professionale di Maurizio Sarri. Prima di arrivare a Empoli era confinato in un calcio di basso profilo. Ma non si è scoraggiato. Ha aspettato l’occasione giusta e l’ha colta al volo. Io sono pronto al salto di qualità. Me lo sono conquistato vincendo in tutte le categorie e con i risultati ottenuti in questi anni alla Spal».

Una continua crescita.

«Il secondo anno in C siamo partiti per fare un campionato sereno. E abbiamo conquistato la promozione. In B ci davano tutti per spacciati. E siamo andati in A. Nel massimo campionato ogni stagione partiamo con l’etichetta di squadra destinata a retrocedere. Invece non solo riusciamo a salvarci ma nel torneo appena concluso siamo arrivati davanti a delle avversarie che avevano speso il doppio o il triplo di noi».

Eppure ha faticato a diventare un allenatore di moda.

«Il motivo è che le società preferiscono gli ex calciatori di grido. I tifosi sono contenti, ci sono titoloni sui giornali. Prima ci rimanevo male, ora è diverso. Ora il nome di Leonardo Semplici è entrato nella testa dei club di fascia alta. È una battaglia che ho vinto grazie al mio lavoro. Come è stato per Sarri. O, tornando ancora indietro nel tempo, per Sacchi».

Provi a sintetizzare il suo credo calcistico.

«Mi piace la capacità di Allegri di proporre un progetto tattico vincente e l’abilità di Sarri nell’insegnare un certo modo di stare in campo».

Allegri ora è senza squadra.

«Vorrei avere i problemi di Max. La prima panchina nobile sarà sua».

Sarri dovrà vincere subito con la Juve.

«Ci riuscirà anche perché alle spalle ha un club fantastico. Vi ricordate come la Juve ha protetto l’arrivo di un contestato Allegri a Torino?».

È più difficile la sfida di Sarri o quella di Conte sulla panchina dell’Inter?

«È sicuramente più dura per Conte. Spalletti ha garantito ai nerazzurri il posto in Champions. Antonio deve fare di più. E non sarà facile».

In Serie A sono tornati due grandi allenatori italiani.

«Finalmente le nostre società hanno capito che i tecnici italiani sono il meglio che c’è in circolazione. Basta scelte esotiche. A proposito di allenatori e di occasioni da cogliere mi dimenticavo di Giampaolo. Si è meritato l’opportunità Milan. È bravissimo, quasi unico nell’imprimere il suo marchio».

Torniamo alla Spal.

«Dobbiamo vincere un altro scudetto cioè conquistare un’altra salvezza. Guardo le partecipanti al prossimo campionato e sospiro. Cagliari, Genoa e Bologna hanno fatto un salto di qualità. La stessa Fiorentina non lotterà una seconda volta per retrocedere. Ci sono le tre neo promosse, noi e… pochi altri. Sarà dura. Come sempre».

Il suo pupillo Lazzari è andato alla Lazio.

«Lo aspetto in Nazionale. E l’altro nostro esterno Fares potrebbe andare all’Inter o all’Atalanta. Spero almeno di riavere Bonifazi. Uno che tra due-tre anni lotterà per vincere lo scudetto».

Sarebbe importante riconquistare lo stadio Mazza.

«È il nostro dodicesimo titolare. Ci garantisce punti salvezza. Liberateci il Mazza! Spero che il mio appello non cada nel vuoto».

L’angolo più bello di Ferrara?

«Il Castello. Ho imparato anche ad usare la bicicletta. Me ne ha regalata una il presidente Mattioli con il simbolo della nostra società. Una città a misura di bicicletta è una città speciale. Da vivere guardandosi intorno».

Lei ha trasformato Petagna.

«All’Atalanta aveva segnato 4 gol. Gli ho cambiato testa e movimenti. L’ho convinto delle sue potenzialità. È arrivato a quota 16. E in questo campionato può ancora fare meglio>.

Altre sfide tecniche?

«Stiamo cercando altri Petagna. La Spal ha scelto quest’estate di cambiare pelle. Di chiudere il rapporto con elementi fondamentali per la conquista della A. Non dico che siamo all’anno zero ma quasi. Cerchiamo uomini che abbiamo la stessa voglia di Petagna di rimettersi in gioco».

Come ha trascorso le vacanze?

«Sole e mare. Mi ero imposto di lasciare a casa il cellulare per ripulirmi il cervello dal pallone».

Ha rispettato la promessa?

«Purtroppo non ce l’ho fatta».