Il tecnico della Spal Leonardo Semplici, può definirsi soddisfatto dell’inizio di stagione della sua squadra, che non sembra aver pagato l’impatto con la nuova categoria, mettendo in campo prestazioni d’alto livello. L’allenatore spallino ha parlato oggi ad Il Mattino del momento della sua squadra, ma prima in generale sul campionato italiano: “È un campionato dove le prime sei o sette vanno per conto loro, poi ci sono tre o quattro di un altro livello. E poi ci sono quelle come noi che devono pensare solo a fare punti per coronare il sogno della salvezza che ha lo stesso valore dello scudetto”.
La Spal si sta dimostrando squadra solida ed ostica da affrontare per tutti: “Abbiamo la nostra organizzazione e una nostra idea che proviamo a imporre in ogni partita. Poi, però, non ci dimentichiamo che abbiamo l’ultimo budget della Serie A e siamo tra gli ultimi nel monte-ingaggi. Non è un alibi. Se incassi di meno, prendi i giocatori che costano di meno. Questo non vuol dire che è già tutto scritto: per esempio, il Napoli è una delle favorite allo scudetto perché con le idee, la personalità, il consolidamento del gruppo fatto da Sarri giorno dopo giorno, è riuscito a colmare quel divario che c’è con la Juventus. E poi ha una società importante, guidata da un presidente straordinario”.

Semplici affronta poi l’argomento Sarri, al quale è stato spesso accostato: “Io come Sarri? Con Maurizio abbiamo in comune la lunga gavetta e il fatto che abbiamo vissuto il calcio partendo dalle serie inferiori. Ricordo le prime sfide in Promozione, lui allenatore all’Antella e io al Castellina in Chianti, e poi lui al Tegoleto e io all’Impruneta. Lo volli conoscere quando era ancora in banca, avevamo un amico in comune e me lo feci presentare. Già allora aveva tanto da raccontare”. Infine il Var, il vero protagonista di questo avvio di campionato: “Mi piace perché aiuta gli arbitri a sbagliare meno. Però non capisco una cosa del Var: col Crotone ci sono stati episodi da VAR, invece non li hanno neppure presi in considerazione. Ecco, è questo che non comprendo ancora”.