Spalletti a 360°: “Mercato? Ecco cosa ci manca. Medel lo vedevo trequartista”. E su Totti…

L’Inter si appresta ad affrontare la Spal nel lunch match della 3^giornata di Serie A. I nerazzurri sono in vetta alla classifica a punteggio pieno. Gran parte del merito va a Luciano Spalletti. Il tecnico di Certaldo si è raccontato in una lunga intervista alla ‘Gazzetta dello Sport’:

Ci si aspettava un mercato differente, è vero, mi ero convinto anche io di poter fare il cuoco con certi ingredienti. Ma oggi sono soddisfatto al 100%. Quando a Riscone dissi che mi erano state fatte delle promesse e che avrei detto tutto se non fossero state mantenute, il mercato non era completo e soprattutto non conoscevo ancora tutti i giocatori. La qualità dei ragazzi è altissima, ho trovato gente disponibile, motivata, professionisti veri. L’essere professionisti significa avere competenza e passione in ciò che si fa. E i 55-60mila che domenica verranno a tifare allo stadio lo faranno anche perché convinti da ciò che i ragazzi hanno messo sul campo finora. I giocatori non sono solo auto e soldi, quelli così noi li buttiamo fuori. Ma a volte si confonde il menefreghismo con la fragilità”.

Sul mercato: Ci manca un centrale di ruolo. Ma non volevano comprare tanto per fare numero, non fa parte della nostra politica. E allora ho parlato e lavorato con chi già c’era: beh, posso garantirvi che Ranocchia e D’Ambrosio sono due centrali da Inter. Non mi interessa il passato, giudico ciò che vedo io sul campo, altrimenti sarebbe tutto da buttare a priori. Siamo completi dietro: Miranda e Skriniar sono pure veloci, anche se c’è chi li giudica lenti. Il brasiliano, in particolare, mi piace perché sa adattarsi come pochi all’avversario di turno”.

LaPresse/Reuters
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Spalletti sorprende poi parlando di Medel: Gli ho detto: Gary, per me tu sei un trequartista. Lui mi ha guardato come se lo stessi prendendo per il c… Però da mediano ti svuota la piazzola davanti alla difesa, invece davanti ti morde tutti finché non trova l’osso. Allo stesso tempo sono stato sincero con lui, non gli ho garantito un ruolo da protagonista e Gary ha spessore internazionale, non è facile da tenere fuori per me, non è facile restare fuori per lui”.

Il tecnico di Certaldo spiega le sue idee di calcio: “La forza di questa Inter è che ancora incompiuta. Vogliamo una squadra che alla fine metabolizzi l’idea che la cosa più importante non è l’avversario: prima c’è la palla, poi il compagno, quindi lo spazio da coprire; solo dopo arriva l’avversario. Stiamo lavorando sodo, e ho la fortuna di avere allenatori veri come collaboratori. Il mio staff è l’estensione di me stesso”.

LaPresse/Alfredo Falcone
LaPresse/Alfredo Falcone

Infine Spalletti commenta i fischi ricevuti a Roma, toccando l’argomento Totti: «Sono dispiaciuto di non aver unito l’ambiente a Roma. Tutto quello che ho tentato di fare è stato per il bene della Roma e per gli equilibri della squadra. Francesco è un fenomeno unico, con lui diventa tutto viene amplificato. Gli auguro il meglio anche da dirigente, mentre da calciatore tutto quell’amore non sempre lo ha aiutato. E’ vero, Totti è la Roma, ma anche la Roma è la Roma. A Totti ho sempre detto tutto ciò che pensavo. Spero di essere suo amico. In passato, con le dovute proporzioni, mi sono capitate situazioni simili con Parente all’Ancona e Jankulovski all’Udinese».