Luciano Spalletti ha sbroccato ufficialmente. Il tecnico di Certaldo d’altra parte aveva annunciato questo modus operandi in una delle sue prime conferenze stampa all’Inter: “A me sono state promesse delle cose… Se non sarà così verrò qui e dirò che mi è stato promesso qualcosa che non è stato mantenuto. Le cose promesse bisogna portarle a casa”. Queste le parole rilasciate in estate e così è stato, Spalletti è stato di parola. Ai primi dissidi sul mercato ha subito inveito contro il club di Suning e lo ha fatto in maniera altisonante: “Non si può chiedere a qualcuno che non gioca da un anno e mezzo di metterci a posto le cose. Siamo noi che dovremo aiutare lui, non viceversa. Rafinha ha giocato 5-6 partite nell’ultimo anno. Il ritmo gara è un’altra cosa. La squadra comunque grosso modo è questa, e le cose ce le metteremo a posto noi. Chi non è da Inter lo metto fuori e non gioca più”.

Il primo calciatore denigrato parlando alla Rai è dunque stato Rafinha, in maniera abbastanza palese, ma non è stato l’ultimo. “Io non mi sono mai lamentato con questa società e avrei anche qualche possibilità di farlo. All’inizio siamo partiti con delle potenzialità che poi in seguito si sono ridotte perché abbiamo dovuto smettere di fare mercato. L’obbligo di restare nell’ambito di una correttezza di operatività ci ha portato a questo punto… La difesa andava coperta numericamente, nel mezzo ci vorrebbe invece qualcuno che abbia il livello di calcio adatto a lottare per dei primati importanti”. Messaggi subliminali davvero durissimi. Quando Spalletti dice che “in mezzo ci vorrebbe invece qualcuno che abbia il livello di calcio adatto a lottare per dei primati importanti”, distrugge senza mezzi termini alcuni calciatori che ha in rosa ma che evidentemente non ritiene all’altezza della situazione. I vari Joao Mario, Gagliardini e Brozovic si sentiranno senz’altro tirati in ballo dalle parole del tecnico. Chissà se Spalletti abbia detto tutto ciò con l’intento di provocare una reazione, fatto sta che le parole sono state molto dure. Fatto sta che tale mossa sembra un po’ “paracula”. Spalletti sembra voler mettere le mani avanti, come per dire: “se non raggiungiamo l’obiettivo Champions sapete con chi prendervela”. Non proprio una scelta elegantissima.