“Con la Juventus partita scudetto? Non sono per niente d’accordo, perche’ per noi sara’ una partita complicatissima e bisogna essere bravi. Si riparte subito a fare le cose che noi riconosciamo e abbiamo dei vantaggi se si sviluppano in un certo modo. Abbiamo ancora da consolidare e rafforzare, siamo da poco a questo livello di rendimento, c’e’ ancora una strada lunga da fare per poter confermare di essere uguali agli altri. Sono tre punti importantissimi che vogliamo portare a casa, bisogna essere coerenti anche se e’ un avversario impossibile, vincono da sei anni e fanno finali da ogni parte, carattere e giocatori fortissimi. Sara’ sicuramente una bella sfida”. A dirlo Luciano Spalletti, che si gode la sua Inter in testa alla classifica grazie al 5-0 al Chievo ma abbassa i toni in vista del big match di sabato sera allo Stadium.
“Se ho costruito io il miracolo? Secondo me non e’ cosi’, tante persone fanno le cose per bene, non voglio essere modesto, in queste partite qui ci si mette mano in tanti, si dividono i compiti – afferma il tecnico nerazzurro ai microfoni di Premium e Sky –. Quando c’e’ un andamento della gara in questo modo, dove la squadra riesce a dividersi tutti i compiti, riesce a fare tutte le cose da squadra, questo e’ un risultato per l’allenatore e per il gruppo. Dentro questo dividersi un po’ tutto diventa anche piu’ facile trovare delle situazioni dove si puo’ andare a incidere come risultato. La strada e’ quella giusta, la squadra ha cominciato bene e proseguito benissimo, c’e’ poco da dire, gli si dice bravi e poi si cerca di trovare il cavillo per poter migliorare qualcosa ancora”.

Nessuna punzecchiatura a Sarri, precisa Spalletti: “Non tiro frecciate a nessuno, ho rispetto di tutti, specie di gente seria come Sarri, dico che se si riesce a intrufolarsi in questa classifica significa che si lavora in maniera seria, si e’ professionisti a 360 gradi, poi e’ chiaro che bisogna metterci qualcosa del nostro, e’ un ruolo importante quello dell’allenatore, devo sentirmi una responsabilita’ che devo assolvere in maniera corretta”.
Out Miranda, Gagliardini e Vecino, si sono ben disimpegnati i vari Ranocchia e Joao Mario: “Io faccio la formazione scegliendo, non bocciando, voi traducete cosi’ le scelte e magari ho fatto male scegliendo questi, magari avrei fatto piu’ punti con gli altri…Siete voi che traducete in bocciature, ma chi sta fuori per me – sottolinea l’ex allenatore della Roma – e’ piu’ forte di chi gioca. Chi si fa trovare pronto dopo tanto tempo significa che ha professionalita’ e dedizione per il suo ruolo. Sono tre punti importantissimi contro un grandissimo Chievo, a cui non abbiamo concesso distanze, non abbiamo concesso palla. I calciatori hanno messo una grandissima attenzione davanti alle insidie”.
Confermato ancora Santon: “Santon lo conoscevamo, nel bene e nel male, davanti alle scelte si tiene presente tutto, Davide – spiega – ha una grandissima qualita’ e un grandissimo spessore di scelta, sa fare benissimo entrambe le fasi, in un contesto che funziona diventa piu’ facile mettere a disposizione le sue qualita’, autorita’ e autostima, altrimenti da soli e’ difficile pensare che uno risolva. Il calcio e’ uno sport difficile. Ci voleva qualcosa in piu’ a un certo momento, perche’ Nagatomo non ti fa subire niente dalla sua parte, e’ uno che ha forza aerobica, grande corsa, velocita’, contro Salah l’anno scorso non l’ho mai visto in difficolta’; quando si va dall’altra parte le scelte non sono la sua prima qualita’. Poi, per quanto riguarda le palle inattive, che giochi con Santon o con Nagatomo non e’ la stessa cosa, ma – conclude – abbiamo fatto tutte cose normali”. (ITALPRESS).