Ossessione Inter. Luciano Spalletti ha parlato della sua squadra alla vigilia di Inter-Spal, ammettendo la passione per il calcio e per i giocatori, passione che diventa quasi un’ossessione: “Mi piace fare bene il mio lavoro, poi tutto il resto, oltre alla famiglia, non e’ che mi piaccia chissa’ quanto, tipo la mondanita’. Faccio questo lavoro con dedizione, perche’ sono innamorato del calcio, mi innamoro dei miei giocatori, la squadra diventa anche una mia ossessione. Cerco di trasferire questa voglia e ce la metto tutta”. Il tecnico si prepara ad affrontare la terza giornata di campionato, dopo aver lavorato duro, nonostante l’assenza dei nazionali (l’Inter solamente ieri ha lavorato al completo). Tuttavia questo non lo preoccupa. “Non si tratta di arrivare un giorno e dover creare i presupposti di squadra. Il lavoro viene fatto da quando ci siamo conosciuti, tutti i giorni si porta avanti un discorso collaborativo per diventare squadra forte. Il fatto che vadano in Nazionale e’ solo un qualcosa in piu’ per rendersi conto di cio’ che hanno a disposizione. Loro devono darci il contributo da Nazionali, devono farlo vedere nonostante l’assenza di allenamenti. La rifinitura e’ durata 2-3 giorni e l’abbiamo usata per entrare nella partita subito con la testa”. La personalita’ di Spalletti non si discute. In tanti sostengono che sia proprio lui il vero colpo di mercato in casa nerazzurra: “Nel calcio c’e’ una legge, quelli presuntuosi vengono sempre puniti e di conseguenza qui nessuno ha la presunzione di essere piu’ bravo. Qui c’e’ una societa’ che lavora in modo corretto. Ho collaboratori che sono la mia estensione, sono i miei occhi dietro, le mie sette-otto braccia e per me e’ tutto facilitato. Mourinho e’ uno di quelli che ha determinato il fatto che domani ci saranno 60 mila persone“.

“Andremo a fare uno spettacolo davanti a un pubblico su cui non abbiamo messo mano, e’ un’occasione per dimostrare di poter far parte di quell’Inter che ha vinto. I tifosi vengono a esprimere la loro fiducia che dobbiamo ripagare. Il merito e’ di Moratti, di Mourinho, di Zenga, Burgnich, Facchetti, Cambiasso, Eto’o, Ronaldo, Bergomi, Materazzi, Ibrahimovic, Milito… Il merito e’ loro. Qualche calciatore individualmente ha fatto bene, ma noi dobbiamo lasciare una traccia, nessuno si ricordera’ i contrasti vinti da Gagliardini eppure avra’ portato a casa piu’ contrasti di tutti. Se non c’e’ quello che vince il contrasto non c’e’ neanche quello che fa gol. Domani abbiamo l’occasione per essere considerati come quei calciatori che hanno determinato la presenza di questa platea che deve crearci un po’ di emozione. Chi non si motiva da solo non sa far bene il suo lavoro”. Spalletti descrive cosi’ la sua Inter e il suo lavoro: “Mi aspettavo che la mia squadra continuasse a fare quello che ha fatto. Pensano in un certo modo, si comportano in un certo modo, quindi io sono a posto, poi e’ chiaro i risultati creano una risonanza maggiore, ma io avrei detto le stesse cose anche se non fossero arrivati i risultati. Le partite si possono vincere, perdere, l’essenziale e’ far vedere la strada che si vuole intraprendere. Dietro non si puo’ modificare niente, davanti si puo’ creare qualcosa. Voi tirate a creare o il fenomeno o il fallito. Se voi riuscite a far dire a dieci squadre che devono vincere il campionato, nove hanno fallito. Noi vorremmo parlare di calcio, di squadra, voi parlate di risultati e obiettivi. Obiettivo, obiettivo, obiettivo. Se tutti dicono una cosa e i nostri tifosi si aspettano una cosa, bisogna migliorare di 30 punti, per lo scudetto di 50 punti. Io di promettere qualcosa in questo senso non me la sento”.

“Io dico che si devono provare a vincere tutte le partite. Una squadra come l’Inter non si accontenta del punto, siamo felici se si vince. Le intenzioni devono essere quelle, le partite si finiscono in 11, non dobbiamo farci cacciare, ci e’ successo l’anno scorso di avere reazioni che disturbano la squadra e la mettono in difficolta’. No, non contano le cose individuali. O si vince come squadra o individualmente siamo tutti annullati. Il giocatore che fa 20 o 25 gol che risultato e’ per l’Inter? L’Inter mette nella parete dei trofei 20 gol di questo o di quell’altro? Se non si vince niente non c’e’ niente. Inutile portare avanti discorsi individuali o creare fenomeno di un calciatore perche’ ha la cresta o l’orecchino. Bisogna fare risultati, vincere tantissime partite per pareggiare il gap con le prime tre dell’anno scorso. Bisogna mettersi in testa che partite come quella di domani vanno portate a casa. Sono organizzati e possono crearti problemi, ma il nostro deve essere un timbro da mettere su tutte le partite”. Quali i rischi della sfida con la Spal? “Il pericolo di domani e’ sottovalutare la partita ma non lo faremo, loro sono tre anni che fanno numeri importantissimi, hanno un gioco super collaudato, un tecnico credibile per cio’ che propone, i suoi calciatori giocano a memoria. Aveva gia’ fatto bene nella Primavera della Fiorentina, avremo difficolta’ enormi ma se le nostre intenzioni sono quelle che ci siamo detti, non ci sono scelte, dobbiamo far si’ che loro in determinati momenti ci lascino lo spazio per andare di la'”. Il tecnico nerazzurro dunque preferisce non parlare di obiettivi. “Bisogna creare i presupposti di sapere che tipo di squadra siamo e cosa siamo riusciti a creare. Se i calciatori accettano il fatto di dover andare in Champions, vorrei andare piu’ in la’. Se un giocatore e’ convinto di poter dare 10, io vorrei che desse 12 o quanto meno non andare mai sotto il suo massimo”.
“Se si dice che bisogna andare in Champions a me sta bene, per salire sugli aerei che ci portano in giro per l’Europa dobbiamo fare il check-in in queste partite e l’anno scorso si sono portati a casa pochi risultati. Non siamo sulla scaletta degli aerei, siamo a casa a guardare le partite”. Spalletti svela di aver scelto Gagliardini al fianco di Borja Valero. Vecino domani si accomodera’ in panchina ma il tecnico ha ancora una volta sottolineato che i giocatori hanno tutti valore ed e’ con la collaborazione di tutti che si crea una squadra vincente. “Ho fiducia nei miei calciatori. Spesso ho dato un biglietto a tutti i miei calciatori e ho chiesto loro di scrivermi la formazione. Tutti temevano di scrivere male o bene di un compagno. Anche i miei ne scriveranno undici e 7-8 li lasceranno fuori. Bravo e’ quel calciatore che accetta un ruolo non importante nella squadra ma quando gioca, mostra di essere motivatissimo per dare il suo contributo. Joao Mario ha fatto quello che doveva in queste partite, e’ stato perfetto. E’ stato fuori, poi ha cambiato la partita dando la botta del giocatore di qualita’, e’ fresco e puo’ dare un contributo sotto l’aspetto del fiato. Non esiste titolare o riserva, esiste la squadra che domani deve consumare l’altra ed essere piu’ brava nell’aspettare il momento giusto. Troveremo un avversario che si fara’ in quattro per risolvere i problemi che noi creeremo, noi dobbiamo fare questo e qualcosa di piu'”. Infine Perisic. “La societa’ ha fatto un buon lavoro, ha lavorato affinche’ rimanesse perche’ lo consideriamo grande calciatore e grande persona. Lo considerano un potenziale futuro capitano dell’Inter, anche se ne abbiamo altri, e in una squadra ne servono molti a prescindere da chi porta la fascia”. (ITALPRESS).