E’ retrocessa, stava per scomparire ma si è rialzata e nonostante tutte le difficoltà ha messo insieme una buona squadra ricca di giovani che sta giocando un ottimo calcio nonostante la sfortuna e la poca cattiveria sotto porta. La Reggina di Francesco Cozza oltre ad essere la squadra più giovane della girone C di Lega Pro rappresenta un fiore all’occhiello non solo della categoria ma dell’intero panorama calcistico italiano. Infatti in rosa può vantare ben 17 ragazzi provenienti dal vivaio amaranto e solo 8 “estranei“. Chi non segue la Reggina potrebbe pensare che tutti e 8 cresciuti altrove sono titolari, invece no perchè per esempio a Matera Cozza di questi ne ha schierati solo 4 (Karagounis, Armellino, Insigne e Masini). Ma non è finita, gli ultimi 15 minuti solo Armellino è rimasto in campo mentre gli altri 3 hanno fatto spazio a 3 giovani cresciuti al Sant’Agata. Tra questi c’è anche un certo Ador Gjuci, attaccante classe 1998! Cozza lo ha aggregato alla prima squadra già a metà del ritiro estivo e dopo l’infortunio di Di Michele sta trovando spazio, anche se solo da subentrato. Tutti utilizzati fino ad adesso tranne Francesco Perrone.
Anche se la stella è Roberto Insigne, quello che si è messo più in luce è Giuseppe Rizzo. Il centrocampista messinese dopo l’esperienza a Pescara è tornato in riva allo Stretto prendendosi la fascia di capitano e guidando la squadra grazia alla sua grinta e alle sue geometrie capaci di mandare in gol i compagni, vedi i primi due gol di Insigne contro il Cosenza. Al suo fianco agisce Dall’Oglio esploso lo scorso anno a Reggio, buono negli inserimenti e nei calci piazzati. In attacco Alessio Viola è alla ricerca della forma migliore dopo alcuni piccoli infortuni e il 20enne Adriano Louzada si sta guadagnando la fiducia del mister. Il brasiliano è dotato di un ottimo dribbling, imprevedibile ma poco concreto sotto porta, un handicap da superare per diventare un ottimo giocatore. Da segnalare anche Ungaro, tornato dopo tante esperienze in terza serie, e Camilleri, rapito adolescente dal Chelsea e esordiente in Europa League con la Juventus pre-Conte. Se si può azzardare un nome facciamo quello di Francesco Salandria (in foto), già capitano della Primavera, centrocampista 19enne che nonostante la giovane età ha mostrato grande personalità e
Una Reggina che sta investendo nei proprio giovani, un esempio da seguire anche in periodo critici dal punto di vista finanziario. Il futuro sono loro, non solo della squadra ma anche della società.