Un jolly alla SportMan: Giorgia Casula nella scuderia di Sundas

Giorgia Casula nella scuderia di Sundas si candida ad essere grande protagonista

“Una vita mediano, a recuperar palloni” – Così canta Ligabue nella sua “Una vita da mediano”. Per Giorgia Casula, però, non è proprio così, perchè la calciatrice figlia d’arte è l’emblema di quello che viene definito un jolly. La calciatrice ventitreenne si è unita alla scuderia della SportMan, isola felice per il calcio femminile, dove il manager Alessio Sundas lavora per la valorizzazione dei suoi gioielli.

Nata come attaccante esterna Giorgia Casula ha giocato in tutti i ruoli del campo: “Ogni allenatore mi diceva che ero terzino, o un attaccante. Ho cambiato tutti i ruoli, mi manca solo fare il portiere. Nasco come attaccante, tra le fila della Torres, nella Primavera, avevo 14 anni. Poi sono passata all’Atletico Oristano dove sono rimasta per due anni, in Serie A2 e giocato come esterna. Ho cambiato di nuovo ruolo quando sono passata in Serie A tornando alla Torres, facendo il terzino, dove abbiamo vinto il campionato, la Coppa Italia e abbiamo partecipato alla Champions League. Mi sono trovata molto bene in quel ruolo e sono rimasta lì, ma come ho detto ho giocato in tutti i ruoli”.

Un palmares ricco per Giorgia Casula, che oltre alla già citata Serie A con la Torres e Serie A2 con l’Oristano ha calcato anche i campi della Serie B e ha assaporato il calcio statunitense: “Ho giocato in America, all’FC Tacoma per qualche mese, poi sono tornata in Italia dove ho vestito la maglia della Fiorentina. Mi sono trovata molto bene e mi piacerebbe tornare lì. Tre anni fa poi ho sposato il progetto Arezzo, purtroppo non sono riuscita a dare il massimo perchè in tre anni mi sono rotta due legamenti. Ora sono tornata completamente in forma, già dallo scorso anno e sono pronta per una nuova avventura, cerco nuovi stimoli”.

Il sogno, però, resta sempre quello più intuibile: “Vorrei tornare a giocare in Serie A, magari proprio alla Fiorentina, dove come ho detto mi sono trovata benissimo. Il mio obiettivo ora è la massima serie”.

Volendo un po’ nell’intimo Giorgia Casula, la jolly del calcio femminile ha un idolo particolare: “Come ho scritto tempo fa su Facebook, non ho un idolo famoso. Sono differente da altri, nessun calciatore o calciatrice famosa, ma il mio idolo è mio zio. Lui gioca a calcio, nell’Arzachena, in Serie C. Ha 34 anni e di lui ammiro la sua resilienza e la forza di volontà di riconquistare quello che voleva, E’ tornato in Serie C raggiungendo il suo obiettivo e sottoscrivo e confermo che lui è il mio idolo assoluto”.

La classe ’95 ha comunque già pensato al suo futuro: “Ci ho già pensato in effetti. I miei infortuni paradossalmente mi hanno fatto venire la passione per la fisioterapia. Quindi sono quasi certa che riprenderò gli studi per diventare fisioterapista, però sono anche indecisa se invece diventare allenatrice. Vedremo c’è ancora tempo. In quanto al mio sogno del cassetto, beh spero di poter indossare la maglia della Nazionale e vivere le stesse emozioni che stanno vivendo le ragazze nel Mondiale”.

E proprio in merito al Mondiale: “Le ragazze stanno facendo davvero benissimo. E’ un Mondiale strano questo, perchè squadre accreditate alla vittoria si fermano. L’Italia ha giocato con la Cina, una squadra molto ostica riuscendo a vincere. Spero che possano arrivare il più lontano possibile. Si sa che queste partite sono particolari, basta un guizzo e sei dentro. Le nostre ragazze comunque sono fortissime e anche l’allenatrice Milena Bertolini è molto preparata, davvero forte”.

Per chiudere: detrattori del calcio femminile. La Casula non le manda a dire: “Intanto dico che paragonare il calcio femminile con quello maschile è sintomo di poca conoscenza. Non si può fare. E’ ovvio che il calcio maschile sia più fisico, più veloce, più duro è proprio una questione fisica. Non per questo il calcio non può essere praticato da noi donne. E’ diverso, è più tattico più lento, ma non per questo è uno spettacolo non bello da vedere. Tutt’altro. Si guardino le partite dei Mondiali le ragazze dell’Italia ma anche di altre Nazionali stanno dimostrando che nonostante la differenza ci sono partite bellissime da seguire. E’ importante il lavoro che si fa in campo e durante gli allenamenti, però non tutti lo sanno”.