In Italia stiamo ancora discutendo se intruderle o meno, ma nella maggior parte dell’Europa le squadre B sono una realtà ben consolidate. Ogni paese ha delle regole proprie quindi non c’è un modello unico per tutti ma in Federazione si prenderebbe come esempio il modello iberico.
In Inghilterra l’idea di un campionato riserve era venuta già nel 1911 quando venne creata la Central League. E’ 2012/2013 però che il torneo parallelo alla Premier League è diventato il fulcro del calcio giovanile inglese sotto il nome di Professional Development League. Il campionato è diviso in due fasce d’età (Under 21 e Under 18), basato su due livelli per il campionato Under 21 e su tre livelli per quello Under 18 (indipendenti dai risultati della prima squadra).
Come riporta ‘Calcioefinanza’, al torneo Under 21 (Barclays U21 Premier League) partecipano 24 squadre, 12 in Division One e altre 12 in Division Two, con promozioni e retrocessioni. In questo campionato possono giocare calciatori tra gli Under 16 e gli Under 21 più l’aggiunta di tre fuori quota.
In Germania invece le Squadre B sono inserite nel calcio professionistico ma non possono andare oltre la 3.Bundesliga (terza divisione del calcio tedesco) con però promozioni e retrocessioni libere da lì in giù. Anche in Spagna le seconde squadre giocano nel calcio professionistico a patto di essere iscritte almeno una categoria al di sotto delle prime squadre (e quindi non possono essere promosse in Liga, così come vengono retrocesse d’ufficio nel caso di retrocessione della prima squadra). Anche qui promozioni e retrocessioni libere. Inoltre non c’è nessun limite d’età.
In Francia invece le Squadre B non partecipano al calcio professionistico: le società possono al massimo salire nella quarta divisione, le altre rimangono nella quinta. Nessun limite d’età, così come non ci sono limitazioni al passaggio dei giocatori.
Tra i casi più interessanti da segnalare anche la Norvegia. In cui, invece, le seconde squadre sono ammesse al calcio professionistico, ma non possono andare oltre la terza serie né giocare nel livello immediatamente inferiore a quello della prima squadra.