La squalifica di Immobile dà un importante linea guida per il futuro in “stile boxe”

La mini-squalifica di Ciro Immobile sta facendo molto discutere nel mondo del pallone. Una sola gara di stop comminata dal giudice sportivo all’attaccante della Lazio, dopo la testata/spallata al collega Burdisso. Troppo lieve? Chissà, fatto sta che tale decisione dà un importante indizio che servirà da linea guida per i futuri contatti simili. Leggiamo con attenzione il comunicato del giudice sportivo: “rilevato che sulla base del referto arbitrale, e della precisazione formulata dal Direttore di gara interpellato da questo Giudice, la condotta sanzionata si è tradotta in un contatto avvenuto di striscio non connotato da violenza e comunque senza alcuna conseguenza fisica per il calciatore avversario; ritenuto, pertanto, che la condotta del calciatore Immobile, pur certamente antisportiva, non assuma connotati di particolare gravità, alla stregua anche della scarsa intensità del contatto effettivo e dell’assenza di ogni qualsivoglia conseguenza“.

LaPresse/Alfredo Falcone

Sembra di parlare di arti marziali, boxe o wrestling, non proprio di calcio. Ma tant’è. Resta il fatto che d’ora in poi sappiamo di dover giudicare un gesto non in quanto tale, bensì in base a quanto dolore tale gesto ha arrecato nell’avversario. Nessuna “conseguenza fisica” riscontrata in Burdisso, “scarsa intensità del contatto” da parte di Immobile. Non conta dunque il gesto, ma il danno che provoca. Il tutto lascia un po’ perplessi, lo stesso gesto valutato diversamente in base al danno. Dunque se qualcuno provasse a dare una testata senza colpire l’avversario, zero giornate. Prendendolo di striscio una come per Immobile. Prendendolo in pieno chissà.