Il Sassuolo ha ripreso la marcia ed è tornato alla vittoria dopo un digiuno di ben sette partite, il successo contro l’Empoli ha permesso di riconquistare un posto interessante in classifica. Giorgio Squinzi, presidente del Sassuolo è l’esempio di come va gestito un club di calcio, tanta competenza e gli investimenti giusti, che non sono mancati. Da sempre tifoso del Milan, il numero uno neroverde occupa solo una posizione più in basso dei rossoneri, dimostrazione di un campionato di alto livello.
Il presidente Squinzi in un’intervista a 360° alla ‘Gazzetta dello Sport’ fa il punto sul Sassuolo: “abbiamo perso con Napoli e Bologna senza meritarlo e senza rinunciare al nostro gioco. E abbiamo anche pagato l’assenza di Missiroli per tre giornate. Ha grandi numeri e un potenziale ancora tutto da esprimere. Andrà alla Juve? Non è detto…”.

“Gli stranieri sono troppi, è evidente, così il nostro calcio rischia di essere stravolto. L’ideale sarebbe averne solo tre per squadra come noi: Duncan, un giocatore di grandi prospettive ma poco considerato dai critici, Vrsaljko e Defrel. Tre è un numero perfetto: pensiamo al Milan del Gre-No-Li o a quello degli olandesi».
Sull’obiettivo stagionale: “andare in Europa mi sembra molto difficile, mi piacerebbe chiudere al settimo posto”. Nel 1012 dopo le polemiche nei playoff di Serie B contro la Samp ha pensato di lasciare il calcio: “Non contano i meriti, conta solo il peso geopolitico della squadra. Noi vogliamo solo essere trattati come gli altri. Rappresentiamo una città di 40 mila abitanti, l’ambizione è diventare la seconda squadra degli italiani, abbiamo le idee chiare e un progetto ben definito: puntare sui giovani ed esaltare i giocatori nati nel nostro Paese”.
“L’errore più grande degli ultimi tre anni è stato mandare via Di Francesco e prendere Malesani. Però ci siamo corretti in tempo e comunque è servito a dare una scossa a una squadra che stava pagando l’impatto con la Serie A. Poi è maturata, sono convinto che potrà restarci a lungo”. Spalletti o Totti? “sto a metà strada: Spalletti è stato un po’ brusco, Totti deve farsi un esame di coscienza e capire che a quasi 40 anni… L’ho sempre ammirato, avrei voluto vederlo nel Milan. Sono contento che potrebbe aver segnato proprio al Sassuolo l’ultimo gol della sua straordinaria carriera”.
