Squinzi racconta il miracolo Sassuolo: l’obiettivo stagionale ed il futuro di Berardi

Il presidente del Sassuolo Squinzi a 360°, il numero uno neroverde commenta la stagione in corso e tocca tanti temi del calcio

Il Sassuolo ha ripreso la marcia ed è tornato alla vittoria dopo un digiuno di ben sette partite, il successo contro l’Empoli ha permesso di riconquistare un posto interessante in classifica. Giorgio Squinzi, presidente del Sassuolo è l’esempio di come va gestito un club di calcio, tanta competenza e gli investimenti giusti, che non sono mancati. Da sempre tifoso del Milan, il numero uno neroverde occupa solo una posizione più in basso dei rossoneri, dimostrazione di un campionato di alto livello.

Il presidente Squinzi in un’intervista a 360° alla ‘Gazzetta dello Sport’ fa il punto sul Sassuolo: “ab­bia­mo perso con Na­po­li e Bo­lo­gna senza me­ri­tar­lo e senza ri­nun­cia­re al no­stro gioco. E ab­bia­mo anche pa­ga­to l’as­sen­za di Mis­si­ro­li per tre gior­na­te. Ha gran­di nu­me­ri e un po­ten­zia­le an­co­ra tutto da espri­me­re. Andrà alla Juve? Non è detto…”.

LaPresse - Alessandro Fiocchi
LaPresse – Alessandro Fiocchi

“Gli stra­nie­ri sono trop­pi, è evi­den­te, così il no­stro cal­cio ri­schia di es­se­re stra­vol­to. L’idea­le sa­reb­be aver­ne solo tre per squa­dra come noi: Dun­can, un gio­ca­to­re di gran­di pro­spet­ti­ve ma poco con­si­de­ra­to dai cri­ti­ci, Vr­sa­l­j­ko e  De­frel. Tre è un nu­me­ro per­fet­to: pen­sia­mo al Milan del Gre-No-Li o a quel­lo degli olan­de­si».

Sull’obiettivo stagionale: “an­da­re in Eu­ro­pa mi sem­bra molto dif­fi­ci­le, mi pia­ce­reb­be chiu­de­re al set­ti­mo posto”. Nel 1012 dopo le polemiche nei playoff di Serie B contro la Samp ha pensato di lasciare il calcio: “Non con­ta­no i me­ri­ti, conta solo il peso geo­po­li­ti­co della squa­dra. Noi vo­glia­mo solo es­se­re trat­ta­ti come gli altri. Rap­pre­sen­tia­mo una città di 40 mila abi­tan­ti, l’am­bi­zio­ne è di­ven­ta­re la se­con­da squa­dra degli ita­lia­ni, ab­bia­mo le idee chia­re e un pro­get­to ben de­fi­ni­to: pun­ta­re sui gio­va­ni ed esal­ta­re i gio­ca­to­ri nati nel no­stro Paese”.

“L’errore più grande degli ultimi tre anni è stato man­da­re via Di Fran­ce­sco e pren­de­re Ma­le­sa­ni. Però ci siamo cor­ret­ti in tempo e co­mun­que è ser­vi­to a dare una scos­sa a una squa­dra che stava pa­gan­do l’im­pat­to con la Serie A. Poi è ma­tu­ra­ta, sono con­vin­to che potrà re­star­ci a lungo”. Spalletti o Totti? “sto a metà stra­da: Spal­let­ti è stato un po’ bru­sco, Totti deve farsi un esame di co­scien­za e ca­pi­re che a quasi 40 anni… L’ho sem­pre am­mi­ra­to, avrei vo­lu­to ve­der­lo nel Milan. Sono con­ten­to che po­treb­be aver se­gna­to pro­prio al Sas­suo­lo l’ul­ti­mo gol della sua straor­di­na­ria car­rie­ra”.