Squinzi si sfoga contro Tavecchio e Ventura: il presidente del Sassuolo non le manda a dire

La disfatta dell’Italia che non parteciperà ai prossimi Mondiali di Russia 2018 continua a far discutere. In particolare aumenta la polemica intorno alle mancate dimissioni di Tavecchio che secondo molti addetti ai lavori impedisce il via del rinnovamento. Anche il patron del Sassuolo, Giorgio Squinzi, ha espresso il suo parere ai microfoni della ‘Gazzetta dello Sport’: “Vanno bene la sentenza Bosman e le leggi comunitarie. Però si può pensare a qualcosa per limitare gli stranieri e incentivare l’utilizzo degli italiani. E la cosa paradossale della vicenda è che avevamo in campo più italiani di tutte le altre squadre, ma i nostri giocatori sono stati praticamente ignorati dalla Nazionale”.

“Non ho condiviso la scelta di Ventura sin dall’inizio, l’ho sempre considerato inadeguato per ricoprire un ruolo così importante. I fatti alla fine hanno dato ragione, a me e a tanti altri. Dopo un risultato del genere, le dimissioni sarebbero state apprezzate e dovute”. Per quanto riguarda Tavecchio: “Non mi sentivo e non mi sento rappresentato da lui: ha ragione Malagò, doveva lasciare. Credo che il nostro calcio possa esprimere personaggi di livello più alto. Sui vivai andrebbe investito il 10% del fatturato, non degli utili. I giovani bravi ci sono, ma non li facciamo giocare, si demoralizzano e qualcuno si perde per strada”.