Nuovo stadio Roma, la vergogna continua: 5 anni di sì ed ora il no, Pallotta saluta e la città paga

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Nuovo stadio Roma, oggi è la giornata decisiva! Questo pomeriggio in Campidoglio ci sarà l’ennesimo e probabilmente ultimo incontro con la giunta Raggi per avere una definitiva risposta in merito alla costruzione del nuovo impianto giallorosso. Tutto il caos dei giorni scorsi lascia pensare che il Movimento 5 stelle non abbia cambiato idea. D’altra parte come potrebbe farlo, la Raggi è diventata sindaco di Roma grazie agli slogan del “no a prescindere” ai cosiddetti palazzinari ed ora dovrebbe deludere i suoi elettori, difficile lo faccia. L’Italia rischia di venire umiliata in questo modo, frenata in maniera davvero assurda: crescita, espansione, sviluppo, ammodernamento degli impianti, tutte parole sconosciute probabilmente al Movimento grillino, per non parlare degli oltre 10.000 posti di lavoro che creerebbe il nuovo stadio giallorosso.

Nuovo stadio Roma – “La mia unica preoccupazione per l’Italia riguarda le infrastrutture. Se vuole competere con Paesi come Spagna, Germania e Inghilterra ha bisogno di infrastrutture migliori”, queste le parole del presidente dell’Uefa Ceferin, parole peraltro già note e banali, che non riguardano solo il calcio ma gli investimenti sul territorio più in generale. All’Uefa si aggiunge il coro proveniente proprio dalla società giallorossa. Pallotta come noto ha tuonato nei giorni scorsi ed ha rincarato la dose nelle scorse ore. Ecco il suo ultimo intervento riportato dalla Gazzetta dello sport: “Non avrebbe senso dire di no. Così scherzano col fuoco. L’amministrazione deve pensare alle generazioni future che stanno andando via perché non hanno opportunità e lavoro. Parlo di migliaia di giovani brillanti che incontro. Basta con le stupidaggini. Le mie dichiarazioni sono per Roma e l’Italia”. Sì, l’Italia non può cacciar via investitori esteri così importanti per la nostra economia a causa della sopracitata popolazione pentastellata del no a prescindere. Questi slogan populisti rischiano davvero di diventare un pericoloso freno per una delle città più importanti al mondo.

Nuovo stadio Roma: i costi del ‘no’

LaPresse/Fabrizio Corradetti
LaPresse/Fabrizio Corradetti

Nuovo stadio Roma – Allo stato attuale delle cose il nuovo stadio Roma non si farà. E questo potrebbe costare ai romani: ben 8 miliardi di euro. Questa è la cifra che è venuta fuori da un’attenta analisi de ‘Il Tempo’. In questo computo, come riporta il quotidiano, ci sono i soldi che andrebbero via in termini di mancati lavori e investimenti privati, ma sopratutto quelli che che si vaporizzerebbero per la causa al Comune. Il recente precedente del “Parking Vescovio” è emblematico e significativo: comune condannato a pagare per un cambio di rotta simile a quello dello stadio giallorosso. La Roma prepara la causa miliardaria.

Senza dimenticare gli introiti mancati come tasse e, infine, il taglio delle stime di crescita del Prodotto interno lordo cittadino che la costruzione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle avrebbe comportato. Il progetto dello Stadio della Roma, infatti, avrebbe un forte ritorno economico: 5,6 miliardi di euro di Pil nel primo triennio; 12,5 nei primi 6 anni e ben 18,5 nell’arco di nove anni. In sostanza, la media è oltre 1,5 miliardi di euro l’anno. Allora ci chiediamo perchè, signora Raggi perchè continua ad ostinarsi? Il vincolo architettonico tirato in ballo nei mesi scorsi è svanito nel nulla, ed ora va molto ‘di moda’ il rischio idrogeologico che però non c’è. “È una bugia, l’ennesima – racconta a Gazzetta giallorossa Giovanni Caudo, assessore all’Urbanistica con Marino –. L’area di Tor di Valle non è esondabile a causa del Tevere, ma lo è il quartiere limitrofo di Decima, peraltro già abitato, a causa del Fosso di Vallerano che è fuori dall’area”.

Nuovo stadio Roma: 5 anni di ‘sì’ e adesso?

hcmkirfcpm10av0n59qfAncor più assurde sono le modalità di questo ‘no’, un imprenditore come Pallotta diventa giustamente pazzo a star dietro alle bizze delle varie giunte che si sono susseguite a Roma. Prima 5 anni di ‘sì’, ok al progetto, si parte. Poi le nuove elezioni, il nuovo sindaco e tutte le carte in tavola cambiano: assurdo tutto ciò! “Senza stadio c’è da aspettarsi che Pallotta vada via“, ha dichiarato ieri Spalletti, ma tale addio non sarebbe solo l’abbandono di un presidente di una squadra di calcio, sarebbe molto di più. Si tratterebbe di un evento simbolico, di un investitore che intende portare fondi nella nostra capitale venendo però respinto in maniera pesante. Ricordiamo a tal proposito che per la costruzione del nuovo impianto Pallotta non chiede un solo euro di fondi pubblici: tutto totalmente investimento privato. Diventerebbe un precedente scomodo, un deterrente per gli altri investitori che si allontanerebbero di certo dalla nostra Nazione.